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Cartografia digitale per la governance dei territori al Convegno AIC

Dal Portulanus alla cartografia digitale: nuovi itinerari euristici per la governance dei territori al Convegno AIC 2023.

Cartografia digitale: ritorna il Convegno AIC

Il Convegno annuale AIC 2023 vuole costituire un’occasione per riflettere sulla natura e sulle potenzialità della cartografia come dispositivo polisemico di comunicazione territoriale, imprescindibile e fondamentale, e come scienza analitica e applicata, orientata inerentemente al dialogo con le istituzioni, le amministrazioni, gli attori privati e le altre discipline che, a vario titolo, si interessano di fenomeni spaziali, come la geografia, la storia, l’archeologia, le scienze naturali e forestali, l’agronomia, la sociologia, l’urbanistica, l’architettura, la pianificazione, l’economia, le scienze politiche, l’ingegneria ambientale.

I presupposti

L’aspetto teleologico della teoria e della prassi cartografica sta recentemente assurgendo a fulcro del dibattito disciplinare internazionale, soprattutto in riferimento al suo ruolo “pubblico” e a quello “applicato”. Il primo vede la cartografia come strumento finalizzato a coinvolgere e a rendere partecipi e consapevoli i cittadini. Il secondo richiama la sua funzione conoscitivo-progettuale utile a dare risposte ai bisogni effettivi di Istituzioni, Enti e attori sociali. D’altro canto, non si può non riconoscere al meccanicismo un ruolo fondante nell’attuale organizzazione del territorio, raggiunta proprio grazie alla relazione tra mappa e “pubblico operare”, quando la cartografia dei nascenti Stati moderni divenne fondamentale nel conoscere, governare, gestire, difendere. Tali funzioni non sono mai venute meno né, tuttora, possono essere ovviate e disattese.

In questo quadro epistemologico, l’AIC intende proporre e stimolare delle riflessioni sul ruolo operativo, pubblico e/o privato, che le rappresentazioni possono svolgere nella conoscenza delle dirimenti problematiche territoriali acuite in particolare dai sempre più evidenti mutamenti in corso nei quadri ambientali, dalle esigenze di salvaguardia delle identità locali e dei relativi beni patrimoniali, dalla sempre più pressante richiesta di condivisione delle scelte di governance.

Una nuova cartografia digitale

Una nuova cartografia, forse non solo in senso lessicale, è quella che già si sta affacciando negli scenari globali, con le scontate intersezioni tra i grandi protagonisti della nuova tecnologia in tema di dati geografici e di economia digitale, di cui tutti, compresi coloro che mai rinunceranno al piacere di “tenere una carta in mano”, sono più o meno consapevoli. Anche allorquando si tratta di riferire le rappresentazioni al locale, ai territori di vita delle comunità, alle regioni e alle loro macro e micro suddivisioni, ovvero all’operare diretto e quotidiano per tutto ciò che una moderna gestione dello spazio geografico deve cogliere.

Non a caso, l’epigrafe di questo appuntamento riprende come oggetto il portulanus, o i manuali per la navigazione spesso dotati anche di carte geografiche diffuse in varie forme in Europa per tutta l’età medievale e moderna, inteso nella sua duplice accezione fisica di documento geostorico e metaforica, cioè di guida per seguire nuovi e vecchi itinerari come questo consesso si propone di esplorare nello spazio scientifico e disciplinare.

Il nuovo Convegno AIC sulla cartografia

In questo nuovo Convegno, l’AIC, riprendendo uno dei temi più consoni alla sua essenza di creare, di provocare, di cercare e di coordinare idee e ruoli cartografici, non rinunciando al suo girovagare diffuso sul territorio italiano, che comprende piccole città come Rovereto, intende portare un contributo allo sviluppo della più generale discussione relativamente al rapporto tra la mappa e coloro che la guardano e la utilizzano.

Discipline di intersezione come la cartografia possono, infatti, proporre inediti scenari di dialogo e offrire proposte e stimoli per una gestione sostenibile del territorio, avvalendosi anche di adeguata lettura e profondità diacroniche, con un approccio di lunga durata a fonti integrate di oggetti complessi quali i palinsesti paesaggistici. Allo stesso tempo, l’idea di una geografia e di una cartografia per il pubblico e per le istituzioni richiede un’appropriata riflessione critica interna alla disciplina, che consenta di rendere accessibili i propri metodi e contenuti senza prescindere da una adeguata qualità analitica e scientifica. Ma anche per vedere se sarà possibile, in futuro, sull’onda di queste accelerate innovazioni, in considerazione dei nuovi modi di fare cartografia, della sua recente crescita esponenziale, pure se non sempre tecnica, e dei cartografi, capire e contribuire a una nuova forma di rappresentazione che non ne sminuisca né il ruolo né il destino.

Per esplorare queste nuove frontiere che si aprono per la cartografia, il Convegno del 2023, intrigante quanto lucido ispiratore di innovativi e qualificati apporti, si terrà proprio in una regione liminare, il Trentino-Alto Adige. La natura ibrida di questo territorio, spartiacque tra Penisola e Mitteleuropa e area posta a intersezione tra pianura e regione alpina, è esplicitata dalla storia e dalla localizzazione stessa della città che ospiterà il Convegno: Rovereto. A dimostrazione della natura transitoria dei contesti spaziali, quella che ha rappresentato per secoli un’area marginale ed interstiziale si configura oggi, con l’istituzione del Centro Studi e Documentazione Geo-Cartografico di Rovereto, come uno dei più avanzati esperimenti di geografia e cartografia applicata d’Italia.

Approccio e contenuti scientifici del Convegno sulla cartografia

Il Convegno annuale AIC 2023 vuole costituire un’occasione per riflettere sulla natura e sulle potenzialità della cartografia come dispositivo polisemico di comunicazione territoriale imprescindibile e fondamentale. La cartografia digitale come scienza analitica e applicata, orientata inerentemente al dialogo con le istituzioni, le amministrazioni, gli attori privati e le altre discipline che, a vario titolo, si interessano di fenomeni spaziali, come la geografia, la storia, l’archeologia, le scienze naturali e forestali, l’agronomia, la sociologia, l’urbanistica, l’architettura, la pianificazione, l’economia, le scienze politiche, l’ingegneria ambientale, etc.

Obiettivo dell’incontro sarà quello di ripensare la cartografia come disciplina aperta, volta alla condivisione delle conoscenze e alla problematizzazione della teleologia, ovvero al suo scopo di rappresentazione e di lettura critica delle trasformazioni del territorio finalizzando strategicamente il suo “ruolo” e le sue funzioni nelle rappresentazioni dello spazio. Non trascurando comunque gli assunti del meccanicismo da cui sono derivati stimoli progettuali resi tecnicamente operativi proprio grazie al ruolo di imprescindibile supporto tecnico svolto dalla cartografia, nelle sue diverse valenze.

La piena espressione del potenziale euristico che la carta contiene in nuce necessita di adeguati mezzi per dispiegarsi: stimoli di discussione saranno costituiti dalle potenzialità e dai limiti delle rappresentazioni cartografiche, ma anche – tenuto conto della cartografia come strumento di comunicazione e di operazione – dai metodi per favorire l’accessibilità delle informazioni agli attori che si occupano di gestione dei territori e dall’interoperabilità dei dati geo-cartografici.

Passato e futuro: della cartografia storica al digitale

Le esegesi di esperienze del passato si potranno così sommare ai più avanzati esempi di applicativi GIS, letti anche in chiave critica, e alla sempre più necessaria connessione con l’analisi dei big data e con la data science, nuove frontiere dell’analisi multidisciplinare dei dati, in cui la componente spaziale dell’informazione gioca un ruolo fondamentale.

La complessità geografica del mondo esige la sperimentazione di nuove pratiche cartografiche, capaci di mettere efficacemente in luce letture e rappresentazioni, conoscenze e simulazioni, realtà materiali e geografie metafisiche, al cui interno tutti, semplici cittadini, attori locali, stakeholders, amministratori devono poter comprendere e gestire il loro rapportarsi allo spazio in una visione transcalare rivolta alla costruzione dell’interazione tra esigenze e opportunità, declinate nel tempo e nello spazio.

Particolare attenzione sarà dedicata alla dimostrata utilità delle fonti geostoriche cartografiche come strumento euristico e prospettico per la gestione, valorizzazione e salvaguardia territoriale, così come alla necessità di un adeguato approccio ed esercizio critico per interpretare tali documenti in maniera corretta tale da evitare letture fuorvianti. I rischi ambientali, le crisi ecologiche, la dispersione del patrimonio culturale materiale e immateriale, la ridefinizione degli ambiti giurisdizionali, il governo e la sicurezza dei territori si stanno configurando come alcune delle maggiori sfide “glocali” dei prossimi anni. La scienza cartografica può e deve affrontarle affinando i propri paradigmi metodologici ed euristici attraverso la discussione e la condivisione delle proprie esperienze, anche in chiave interdisciplinare.

La cornice

La cornice del convegno comprenderà quest’anno anche uno specifico spazio dedicato all’esposizione di brevi contributi di taglio epistemologico, metodologico o applicativo, riguardanti lavori conclusi o in itinere, riservato a giovani ricercatori e ricercatrici (dottorandi/e, borsisti/e, assegnisti/e, etc. fino a 34 anni), quale occasione di confronto e crescita in dialogo con esperti chair che discuteranno gli interventi presentati. Al termine della sessione, un’apposita commissione selezionerà gli interventi meritevoli per il conferimento di premio.

convegno AIC sulla cartografia digitale, la cornice di rovereto

Dal Portulanus al digitale: i temi su cui confrontarsi

I Soci, attuali e futuri, potranno riflettere, in una ottica multi e inter disciplinare, su pratiche cartografiche innovative, senza trascurare di ponderare quelle del passato che possano rispondere alle sfide della governance del mondo contemporaneo. Si dovranno argomentare le loro possibili applicazioni in base alle declinazioni della conoscenza, pianificazione e gestione territoriale, combinando approccio diacronico e nuove tecnologie per sviluppare riflessioni sul ruolo della cartografia.

Ambiti di applicazione della cartografia digitale:

  • Destinazione e riqualificazione delle aree a vocata specificità geografica (vuoti urbani, aree interne, periferie degradate, aree colpite da calamità, spazi interstiziali città-campagna/terra-acqua, etc.);
  • Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, toponomastico e ambientale;
  • Prevenzione del rischio ambientale, idro-geologico, culturale-sociale;
  • Riattivazione di pratiche della tradizione per l’innovazione della valorizzazione di risorse e filiere produttive manifatturiere e agro-alimentari;
  • Gestione degli assetti geo-amministrativi (confini, partizioni amministrative, etc.) e geo-politici;
  • Raccolta e messa a sistema di istanze bottom-up e pratiche partecipative;
  • Valorizzazione locale e approcci smart e sostenibili;
  • Cartografia e cartografi: conoscenza, utilizzo, produzione, committenze, autori, da quella storica a quella moderna e attuale, dai rilievi stimati alle opzioni satellitari;
  • Didattica e formazione professionale per le scienze territoriali.

Per partecipare

Il Convegno AIC si terrà dal 27 al 29 settembre presso il Teatro Comunale Riccardo Zandonai, Corso Angelo Bettini, 78 a Rovereto (TN).

Convegno AIC al Teatro Comunale Zandonai a Rovereto

Invio dell’abstract

Chiunque intenda partecipare al Convegno in qualità di relatore è invitato a compilare il form predisposto più sotto per l’invio di abstract.

Oltre all’indicazione del titolo, di cinque parole chiave (al massimo) e del tema di riferimento, il riassunto dovrà esplicitare chiaramente la problematica di riferimento, la metodologia utilizzata, i casi o gli ambiti di applicazione, i risultati o gli obiettivi conseguiti o da raggiungere, come richiesto espressamente dalle specifiche sezioni del form. Nella scheda è possibile, inoltre, avanzare la richiesta di partecipazione alla sessione a premio riservata ai giovani.

INVIA IL TUO ABSTRACT

Iscrizioni e pagamenti

L’iscrizione al Convegno e il pagamento della relativa quota assegna lo status di Socio per l’anno corrente anche a chi non lo era già. In virtù di tale condizione è quindi possibile proporre la pubblicazione sul Bollettino dell’Associazione (rivista in Fascia A per il settore concorsuale 11/B1 – Geografia) del contributo o dei contributi presentati al Convegno. Per maggiori informazioni sulle modalità di inoltro della domanda di pubblicazione e l’iter di valutazione si veda la relativa pagina sul sito dell’Associazione:
https://aic-cartografia.it/bollettino/.

Quote e modalità di iscrizione

  • Soci (AIC o altra Associazione federata in ASITA): 100,00 €
  • non Soci: 150,00 €
  • Juniors (fino a 34 anni): 50,00 €

Le quote di iscrizione al Convegno vanno versate sul conto corrente di AIC presso la Deutsche Bank di Trieste, Via Roma 7, IBAN: IT71R0310402200000000822834.
L’iscrizione deve essere fatta preventivamente l’inizio del Convegno attraverso l’apposito form online che sarà predisposto sul sito di AIC a partire dal 1 giugno.
All’atto di iscrizione occorrerà allegare copia delle ricevute contabili dei bonifici (o analoghi documenti) comprovanti i pagamenti della quota associativa 2023 e/o dell’iscrizione al Convegno. Si ricorda che per i non Soci l’iscrizione al Convegno attribuisce lo status di Socio per l’anno in corso.
Nel caso in cui non si disponga di tali documenti si può contattare il tesoriere, il prof. Giovanni Mauro (giovanni.mauro@unicampania.it) prima dell’inizio del Convegno.

Deadline

  • Invio delle proposte di partecipazione: 30 aprile
  • Comunicazione di accettazione della proposta entro: 1 giugno
  • Iscrizioni: 1 giugno–24 settembre
  • Invio dei contributi per la pubblicazione nel “Bollettino dell’AIC” (n. 1 e 2, 2024) entro: 31 dicembre

Comitato scientifico

  • Giuseppe Scanu, Presidente AIC
  • Andrea Favretto, Vicepresidente AIC, Università di Trieste
  • Milena Bertacchini, CD AIC, Università di Modena e Reggio Emilia
  • Angelo Besana, CD AIC, Università di Trento
  • Giuseppe Borruso, CD AIC, Università di Trieste
  • Andrea Cantile, CD AIC, IGM, Università di Firenze
  • Anna Casaglia, Università di Trento
  • Elena Dai Prà, CD AIC, Università di Trento
  • Giuseppe Evangelista, CD AIC, CIGA
  • Claudio Fabrizi, CD AIC, DCSCCPI – Agenzia delle Entrate
  • Nicola Gabellieri, Università di Trento
  • Daniele Ietri, Libera Università di Bolzano
  • Giovanni Mauro, CD AIC, Università della Campania
  • Manuela Milli, CD AIC, Istituto Idrografico della Marina
  • Marco Pantaloni, CD AIC, Serv. Geol. d’Italia – ISPRA
  • Cinzia Podda, CD AIC, Università di Sassari
  • Mariagiovanna Riitano, CD AIC, Università di Salerno
  • Paola Zamperlin, CD AIC, Università di Pisa
  • Paolo Zatelli, Università di Trento

Comitato organizzatore

  • Elena Dai Prà, GeCo – Università di Trento
  • Angelo Besana, GeCo – Università di Trento
  • Ada Bianchi, Comune di Rovereto
  • Tiziano Brunialti, Provincia Autonoma di Trento
  • Dino Buffoni, Provincia Autonoma di Trento
  • Nicola Gabellieri, GeCo – Università di Trento
  • Stefano Lavarini, Comune di Rovereto
  • Giorgio Tecilla, Provincia Autonoma di Trento
  • Maurizio Tomazzoni, INU Trentino
Segreteria

Milena Bertacchini, CD AIC, Università Modena e Reggio Emilia:

convegno AIC compartecipazioni

convegno AIC patrocini

(Fonte: AIC)

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