Il 4 settembre il vulcano Anak Krakatoa torna a eruttare, generando una nube di cenere alta circa 15 km e paralizzando il traffico aereo nella zona. Fortunatamente non sono registrate vittime o feriti ma più di 250 mila persone sono coinvolte dalla chiusura del traffico aereo.
Anak Krakatoa figlio di Krakatoa
Forse il nome “Krakatoa” è più famoso di “Anak Krakatoa”, in indonesiano figlio di Krakatoa. Infatti, il Krakatoa è un vulcano che non esiste più e che ci ha lasciato, invece, suo figlio. Siamo in Indonesia, precisamente nello Stretto di Sonda tra Giava a Sud e Sumatra a Nord. Qui la placca indo-australiana si immette al di sotto della placca Euroasiatica, una classica zona di subduzione, dove, per diversi processi vulcano-tettonici, si forma generalmente una catena di vulcani.

Ed è proprio uno di questi che, il 27 agosto 1883, genera l’eruzione più violenta mai registrata sul nostro Pianeta, con un’energia liberata equivalente a 4 bombe Zar e rilasciando, presumibilmente, il rumore più forte mai registrato in epoca storica. Conseguenza: il Krakatoa non esiste più. Come spesso accade per i vulcani, la riattivazione e la conseguenza nascita di un nuovo vulcano lì dove ce n’era precedentemente uno, può succedere. Un’eruzione così violenta tale da generare effetti sull’intero globo tanto che il famoso Urlo di Munch presenta un cielo rosso intenso dovuta all’interazione tra le particelle di cenere arrivate dall’Indonesia fino in Novergia e i raggi solari.
Ecco che il 29 dicembre 1927 il vulcano Anak Krakatoa nasce nello stesso posto dove suo padre, anni prima, aveva violentemente eruttato. Da allora, Anak ha fatto sempre sentire la sua voce e quella del 2018 è stata forse la sua eruzione più forte. La sua altezza passò da 338 a 110 metri sopra il livello del mare. La nube innalzatasi dal cratere raggiunse l’eccezionale altezza di 17 km nell’atmosfera e il materiale riversato in acqua causò una pericolosa onda di maremoto che, giunta sulle coste, uccise almeno 439 persone.
L’eruzione del 4 Settembre 2026
Alle ore 23.20 del 4 settembre, le videocamere del Badan Geologi, l’Agenzia Geologica del Kementerian ESDM (il Ministero dell’Energia e delle Risorse Minerali dell’Indonesia), catturano l’inizio dell’eruzione vulcanica di Anak Krakatoa. L’eruzione è iniziata con fontane di lava e con la creazione di una colonna di cenere che ha superato i 15 km di altezza. Fortunatamente non sono registrate vittime o feriti e l’allerta per pericolo tsunami non è stata diramata. Le autorità indonesiane hanno proibito l’avvicinamento a 3 km dal cratere attivo.

Vulcano Anak Krakatoa: voli cancellati e passeggeri a terra
Come spesso accade per eruzioni così importanti, il traffico aereo viene chiuso lasciando a terra, purtroppo, tantissime persone. Si stima che più di 250 mila persone siano state colpite dal fenomeno. È necessario ricordare che il traffico aereo viene chiuso quando c’è un’eruzione vulcanica per diversi fattori. In primis, la visibilità può essere ridotta e questo può provocare incidenti in quota. Inoltre, la cenere vulcanica in quota danneggia gravemente i motori e gli strumenti di bordo. La cenere vulcanica è vetro vulcanico che, a contatto con le alte temperature, si scioglie e si attacca alle turbine, compromettendone il pieno funzionamento. Questi pezzi di vetro, inoltre, possono colpire i vetri degli aerei abradendoli e, nel peggiore dei casi, provocarne la rottura.
Fonti:
Badan Geologi: https://geologi.esdm.go.id/
USGS: https://www.usgs.gov/
Geochemistry and Structure of Krakatoa Volcano in the Sunda Strait, Indonesia, Mirzami et al., 2018, https://www.mdpi.com/2076-3263/8/4/111
National Oceanic and Atmospheric Administration – NOOA: https://www.noaa.gov/
(Autore: Carmine Magri)
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