Copernicus e le ondate di calore sono sempre più strettamente collegati nella strategia europea di monitoraggio del clima. Durante le temperature eccezionali registrate nell’estate 2026, i satelliti Sentinel-3 hanno osservato dall’alto l’Europa, fornendo dati dettagliati sulle temperature della superficie terrestre e marina.
Mentre in diversi Paesi europei le temperature dell’aria superavano i 40 °C, i dati satellitari hanno permesso di evidenziare differenze significative tra aree urbane, foreste e superfici marine. Informazioni che possono diventare strumenti concreti per affrontare gli effetti del caldo estremo e migliorare la resilienza climatica.
Copernicus e le ondate di calore viste da Sentinel-3
Le stazioni meteorologiche misurano principalmente la temperatura dell’aria, mentre i satelliti Sentinel-3 consentono di osservare la temperatura della superficie terrestre e dei mari.
Uno degli strumenti chiave della missione è lo SLSTR – Sea and Land Surface Temperature Radiometer, che misura sia la radiazione solare riflessa sia quella termica emessa dalla superficie terrestre e dagli oceani.
Queste osservazioni permettono di comprendere come il calore si distribuisca sul territorio, individuando differenze che possono essere particolarmente rilevanti nelle città.
Un esempio significativo arriva da Bruxelles. Una mappa pubblicata dalla Commissione europea ha mostrato temperature superficiali superiori a 47 °C in alcune aree urbane impermeabilizzate, mentre nella vicina Foresta di Soignes sono stati rilevati circa 24,5 °C.
Una differenza che evidenzia il ruolo della vegetazione e delle infrastrutture verdi nel mitigare le temperature urbane.
Copernicus e le ondate di calore nei mari europei
Il monitoraggio satellitare non riguarda soltanto la terraferma. Sentinel-3 ha osservato anche un forte aumento delle temperature superficiali dei mari europei.
Le anomalie più marcate sono state rilevate nel Mediterraneo occidentale, in particolare nel Golfo del Leone, al largo della Francia meridionale, e nei mari Ligure e Tirreno lungo la costa occidentale italiana.
In alcune di queste zone le temperature marine hanno raggiunto valori fino a 6 °C superiori alla media del periodo.
Il riscaldamento delle acque può avere conseguenze rilevanti sugli ecosistemi marini e sulle dinamiche atmosferiche. Temperature marine elevate possono infatti influenzare la biodiversità e contribuire a creare condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni meteorologici più intensi.
Dalle immagini satellitari alle decisioni sul territorio
Il valore dei dati Copernicus non si limita alla capacità di osservare il cambiamento ambientale. L’obiettivo è trasformare le informazioni provenienti dallo spazio in strumenti utilizzabili da amministrazioni pubbliche, imprese, ricercatori e pianificatori urbani.
I dati di osservazione della Terra possono supportare, ad esempio, la gestione degli incendi, la progettazione di città più fresche e resilienti e la pianificazione degli interventi di adattamento climatico.
Progetti sostenuti da EUSPA come UDENE e 100KTREES utilizzano i dati Copernicus insieme a informazioni provenienti da fonti locali per supportare le decisioni sulla pianificazione urbana e sull’incremento delle aree verdi.
L’analisi delle isole di calore, della qualità dell’aria e della resilienza climatica rappresenta quindi uno degli ambiti nei quali l’osservazione satellitare può tradursi direttamente in applicazioni sul territorio.
Satelliti anche per monitorare i gas serra
Copernicus svolge un ruolo anche nell’analisi delle cause del cambiamento climatico. Sentinel-5P fornisce misurazioni globali giornaliere del metano atmosferico, uno dei principali gas serra dopo l’anidride carbonica.
Queste osservazioni permettono di individuare le sorgenti emissive e forniscono informazioni utili a ricercatori e decisori pubblici impegnati nelle strategie di mitigazione climatica.
La capacità europea di osservazione è destinata inoltre ad ampliarsi. Entro la fine del 2027 è previsto l’arrivo di nuovi dati dalla missione satellitare CO2M, progettata per monitorare le emissioni antropiche di gas serra su scala globale.
Una rete satellitare sempre più importante per il clima
Con ondate di calore sempre più frequenti, i dati di osservazione della Terra assumono un ruolo crescente sia nell’adattamento alle alte temperature sia nella definizione delle politiche climatiche.
Sentinel-3 continuerà a essere una componente fondamentale di questa infrastruttura europea. Il potenziamento della costellazione contribuirà a garantire continuità alle osservazioni e ad aumentare la capacità di monitorare i cambiamenti ambientali.
L’esperienza dell’estate 2026 dimostra così come i satelliti possano andare oltre la semplice osservazione del pianeta: trasformando i dati raccolti dallo spazio in informazioni utilizzabili sul territorio, Copernicus può contribuire alla gestione del caldo estremo, alla pianificazione urbana e alla costruzione di città e territori più resilienti ai cambiamenti climatici.
(Fonte: EUSPA)

















