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Studio sulle ondate di calore: fare previsioni con il machine learning

Un nuovo studio sulle ondate di calore fatto dal CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici mostra come l’intelligenza artificiale può migliorare la precisione e l’efficienza delle previsioni climatiche, aprendo nuove opportunità per la società e l’economia

Ondate di calore: una minaccia crescente per l’Europa

Le ondate di calore sono tra gli eventi climatici più pericolosi e in rapida crescita in Europa. Negli ultimi decenni, episodi estremi come quelli del 2003, 2010 e 2022 hanno causato migliaia di vittime, gravi perdite agricole e crisi energetiche. Con il riscaldamento globale che intensifica la frequenza e la durata di questi eventi, la previsione stagionale diventa uno strumento cruciale per la preparazione e la mitigazione.

Alla vigilia della COP30, un nuovo studio guidato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) propone una soluzione innovativa: un sistema di previsione basato su machine learning in grado di anticipare le ondate di calore europee da 4 a 7 settimane prima dell’estate.

Un’innovazione a basso costo e ad alta efficienza

Il nuovo approccio combina tecniche di intelligenza artificiale con secoli di dati climatici, riducendo drasticamente le risorse computazionali necessarie rispetto ai modelli tradizionali. Questo significa maggiore accessibilità, anche per istituzioni e centri di ricerca che non dispongono di supercomputer.

La nostra ricerca ha esteso con successo le previsioni data-driven alla scala stagionale utilizzando una frazione minima delle risorse computazionali richieste dagli approcci tradizionali”, afferma McAdam, autore principale dello studio.

In pratica, il sistema offre previsioni più precise e meno costose, rendendo possibile una pianificazione proattiva in settori chiave come agricoltura, sanità pubblica, energia e gestione delle emergenze.

Studio sulle ondate di calore: come funziona il sistema di previsione

Il modello sviluppato dal CMCC utilizza un framework di selezione ottimizzata delle variabili (feature selection), analizzando circa 2.000 potenziali predittori atmosferici, oceanici e terrestri. Il machine learning identifica le combinazioni di fattori più rilevanti per ogni area geografica, migliorando la capacità di previsione delle ondate di calore.

Tra i predictors più influenti emergono:

  • Umidità del suolo e pattern di temperatura in Europa;
  • Circolazione atmosferica regionale;
  • Segnali remoti provenienti dal Pacifico e dall’Atlantico tropicale, che influenzano il clima europeo.

Grazie a questa metodologia, il sistema è stato in grado di prevedere accuratamente eventi reali tra il 1993 e il 2016, inclusi quelli eccezionali del 2003 e del 2015.

Dati dal passato per capire il futuro

Uno degli aspetti più innovativi dello studio è l’uso di simulazioni paleoclimatiche che coprono gli anni 0–1850, un periodo che fornisce una base di dati molto più ampia rispetto alle sole osservazioni recenti. In questo modo, il sistema ha “imparato” i driver delle ondate di calore in un mondo simulato e ha poi applicato con successo le sue conoscenze ai dati reali moderni.

Non esistono ancora abbastanza dati osservativi per addestrare adeguatamente le previsioni. I modelli ML hanno imparato dai dati paleoclimatici e hanno dimostrato di saperli trasferire al mondo reale”, spiega McAdam.

Benefici sociali ed economici

Le previsioni stagionali basate su intelligenza artificiale non sono solo un successo scientifico, ma anche un passo concreto verso la resilienza climatica.
Poter prevedere un’ondata di calore con un mese o più di anticipo offre alle istituzioni il tempo necessario per:

  • Attivare piani sanitari e campagne di prevenzione per le fasce vulnerabili;
  • Adottare strategie agricole di adattamento (irrigazione, raccolti anticipati);
  • Ottimizzare la gestione dell’energia e dei consumi elettrici;
  • Pianificare interventi di emergenza e ridurre i danni economici.

In un contesto in cui le ondate di calore causano migliaia di morti e miliardi di euro di perdite ogni anno, la possibilità di allerta precoce rappresenta un vantaggio enorme per la sicurezza e la sostenibilità europea.

Ondate di calore: migliori previsioni per le aree più difficili

Tradizionalmente, le regioni dell’Europa settentrionale hanno rappresentato una sfida per i modelli climatici dinamici, spesso incapaci di catturare correttamente le variabili locali.
Il nuovo approccio data-driven del CMCC, invece, mostra miglioramenti significativi proprio in queste aree, dimostrando una capacità predittiva più stabile e coerente.

Dalla ricerca alla realtà: il ruolo del CMCC

Pubblicato su Nature Communications Earth & Environment con il titolo “Feature selection for data-driven seasonal forecasts of European heatwaves”, lo studio conferma il ruolo di leadership del CMCC nella fusione tra scienza del clima e intelligenza artificiale.
L’obiettivo è chiaro: sviluppare sistemi di previsione interpretabili, affidabili e scalabili, capaci di supportare le decisioni politiche e operative in un’Europa sempre più calda.

Il machine learning diventerà una parte fondamentale di come studiamo la variabilità climatica”, sottolinea McAdam. “Questo studio rappresenta solo un primo passo verso previsioni sempre più interpretabili e significative dal punto di vista fisico.

Prospettive future: un modello adattabile

Il framework sviluppato dal CMCC può essere esteso ad altri eventi climatici estremi, come:

  • ondate di freddo,
  • precipitazioni intense,
  • siccità stagionali.

Inoltre, potrà essere integrato con i sistemi dinamici già prodotti dal CMCC, combinando la potenza dei modelli fisici con la flessibilità dell’intelligenza artificiale.
Un passo decisivo verso nuovi standard per la previsione stagionale e la valutazione dei rischi climatici globali.

Fonte: Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC)

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