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Skate, una “valigia” high-tech per studiare le eruzioni vulcaniche

L’INGV ha sviluppato Skate, una “valigia” high-tech per studiare le eruzioni vulcaniche. Un sistema capace di monitorare esplosioni vulcaniche in tempo reale con strumenti avanzati. Il risultato: più sicurezza per i ricercatori e dati migliori per la scienza vulcanologica. 

La sorveglianza dei vulcani è sempre stata una sfida scientifica e operativa: come intervenire in ambienti estremi, spesso pericolosi e difficili da raggiungere, per acquisire dati utili che possano migliorare la previsione e mitigazione del rischio? La risposta è arrivata durante il convegno mondiale di vulcanologia svoltosi a Ginevra lo scorso luglio, nel corso del quale l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha presentato i risultati di cinque anni di osservazioni ravvicinate delle eruzioni dello Stromboli.

Skate, una “valigia” high-tech per le eruzioni vulcaniche

Il sistema, noto con l’acronimo SKATE (Setup for the Kinematic Acquisition of Explosive Eruptions) è stato testato in varie eruzioni attive. Si tratta in pratica di una valigia rigida che contiene telecamere ad altissima velocità, telecamera termica, sensori acustici e un computer impermeabile.
Il sistema è predisposto per l’attivazione automatica: la telecamera termica monitora costantemente e, se rileva un picco di temperatura, avvia la camera ad alta velocità. SKATE è alimentato tramite pannelli solari e batterie sostituibili: l’obiettivo è minimizzare la presenza umana nelle zone pericolose.

Importanza per la vulcanologia e la sicurezza

Questo tipo di strumentazione permette la rilevazione di fenomeni estremamente rapidi e violenti senza la necessità che un ricercatore sia posizionato vicino al cratere per lunghi periodi. Inoltre, fornisce dati sincronizzati, tra i quali immagini ad alta velocità, termografia e audio, tutto coordinato per ricostruire dinamiche molto rapide e complesse. L’INGV sta creando librerie di riferimento che potrebbero addestrare sistemi automatici a riconoscere segnali di allarme precoce.

Skate per studiare le eruzioni vulcaniche: applicazioni e ambiti operativi

Gli ambiti in cui questa tecnologia trova applicazione sono diversi:

  • Monitoraggio di vulcani attivi in zone remote o pericolose, dove la presenza umana è limitata o rischiosa.
  • Supporto alle reti fisse di sorveglianza: i dati generati dalla valigia hi-tech possono aiutare a interpretare meglio i segnali raccolti da dispositivi meno complessi.
  • Potenziale estensione internazionale: il sistema è stato testato anche su altri vulcani oltre all’Italia, in contesti con popolazioni vicine a vulcani attivi.

SKATE: sfide e prospettive future

Nonostante i progressi, rimangono alcune sfide. Il dispositivo non è (al momento) un sistema d’allerta continua in tempo reale adatto a tutti i contesti, data la complessità dei dati generati e l’energia richiesta. Anche perché occorre adattare la tecnologia a condizioni ambientali sempre più estreme e variabili (es. altitudine, clima, attività vulcanica differente). Inoltre va implementata l’integrazione con altri metodi di monitoraggio (sismica, geochimica, satellitare) per offrire un quadro più completo del funzionamento vulcanico.

L’Italia e le eruzioni vulcaniche

L’Italia è uno dei paesi europei con maggiore esposizione al rischio vulcanico, grazie anche alla presenza di vulcani attivi come Stromboli, Etna e l’area dei Campi Flegrei. La disponibilità di strumenti hi-tech come questo rafforza la capacità del nostro sistema di monitoraggio e prevenzione. Inoltre, migliora la sicurezza degli operatori sul campo e potenzialmente la protezione delle popolazioni vicine a zone vulcaniche attive.

La “valigia high-tech” dell’INGV rappresenta quindi un esempio concreto di come tecnologia avanzata e ricerca scientifica possano combinarsi per affrontare una delle sfide più complesse della vulcanologia: studiare fenomeni esplosivi rapidi in ambienti pericolosi. I dati raccolti non solo arricchiscono la nostra conoscenza dei vulcani, ma contribuiscono anche a migliorare la capacità di mitigare il rischio vulcanico in regioni esposte.

Fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

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