HomeIntervisteIan Koeppel: il GIS è ovunque, basta saperlo raccontare

Ian Koeppel: il GIS è ovunque, basta saperlo raccontare

Ian Koeppel, Business Development Manager for Transportation market di Esri Inc., spiega in questa intervista della serie Un Boss in salotto che il GIS è ovunque, ma bisogna anche saperlo raccontare. Suona infatti, per troppe persone, ancora come un acronimo misterioso. La soluzione? Bisogna iniziare a spiegare il valore reale che questa tecnologia porta nella loro vita di tutti i giorni.

La Conferenza Esri Italia 2026 ha rappresentatoun’incredibile occasione di incontro per tutta la nostra community GIS e non solo, ci ha regalato anche opportunità di confronto con grandi professionisti di rilievo europeo. Tra le storie più affascinanti che abbiamo raccolto c’è sicuramente quella di Ian Koeppel, Business Development Manager for Transportation market di Esri Inc. un vero punto di riferimento internazionale per tutto ciò che ruota attorno a infrastrutture, mobilità, aeroporti e porti.

Ian si è accomodato nel nostro salotto ed è stato il protagonista di una delle puntate più intense di “Un Boss in Salotto“, il vodcast interamente ideato, curato e prodotto da noi di GeoSmart Magazine. È stata una chiacchierata ricca di spunti e di visione sul futuro dei trasporti, che potete godervi a fondo nel video dell’intervista completa che trovate qui sotto.

Il bisogno di creare relazioni

Per Ian questa è stata la prima volta dal vivo alla Conferenza Esri Italia, dopo tante partecipazioni da remoto, e l’impatto con l’energia della nostra community lo ha letteralmente conquistato. A colpirlo di più è stato il clima di fiducia e collaborazione che si respira alla conferenza:  “Quello che percepisco qui è una forte fiducia tra le persone. Magari non si conoscono direttamente, ma sanno chi sono gli altri e cosa fanno”, ci ha raccontato Ian, fotografando perfettamente lo spirito della community italiana. Per noi della redazione è stato davvero emozionante confrontarci con un professionista del suo calibro. Parliamo di una persona che ogni giorno si interfaccia con i più grandi player internazionali e con le Pubbliche Amministrazioni di mezza Europa, eppure, vederlo così attento al valore delle connessioni umane e all’anima della community ci ha fatto capire, ancora una volta, che siamo sulla strada giusta: dobbiamo parlare di GIS, di tecnologie geospaziali e del profondo impatto che hanno nella nostra vita e nella nostra società e ne dobbiamo parlare a tutti!

Del resto, i numeri di questa Conferenza Esri Italia 2026 parlano chiaro, oltre 2.000 persone tra professionisti, aziende, università, PA e partner tecnologici si sono unite per dare forma a uno degli appuntamenti più importanti della geografia digitale.

Ian Koeppel: dal perché delle cose al GIS

Spesso, all’interno della società e tra il pubblico generalista, la parola “GIS” suona ancora come un acronimo misterioso. Eppure, viviamo in un paradosso straordinario. Quasi ognuno di noi infatti, utilizza i Sistemi Informativi Geografici, ogni singolo giorno, che sia per ordinare del cibo a domicilio, tracciare una spedizione o cercare la strada più veloce sul navigatore, e probabilmente senza averne la minima consapevolezza. Proprio per questo, scoprire come le grandi personalità del nostro settore siano venute a contatto con il GIS per la prima volta è una domanda che ormai poniamo puntualmente perché ci ricorda che dietro i massimi sistemi tecnologici e le grandi decisioni corporate ci sono state, prima di tutto, delle persone curiose. E nel caso di Ian è stata proprio la sua genuina curiosità a condurlo alla sua passione per la geografia: “Volevo capire perché le cose accadessero in determinati luoghi, perché il mondo intorno a me fosse fatto in quel modo. Mi sorprendeva che molte persone non si facessero queste domande. Poi, all’università, ho scoperto il GIS e ho capito all’istante che era esattamente quello che volevo fare”, ci ha confessato. Con poche parole ci ha ricordato la vera essenza della tecnologia GIS: uno strumento straordinario per interpretare, comprendere e, in fondo, amare il mondo attraverso la dimensione geografica.

Ian Koeppel: il GIS è più diffuso di quanto pensiamo

Durante l’intervista abbiamo chiesto anche quale fosse la sua percezione della comunicazione della tecnologia geospaziale ai non addetti del settore e Ian è stato di una franchezza disarmante: “Il GIS è ovunque, tutti lo utilizzano, ma nessuno sa cosa sia. C’è un disperato bisogno di saperlo comunicare bene”. A quel punto ci ha confessato un aneddoto che ci ha fatto sorridere, ma che fa anche riflettere,quando le persone gli chiedono che lavoro faccia, lui risponde: “Sono un geografo” e la reazione delle persone è: “Oh, bello, allora ti piacciono le rocce!”. Uno scambio di battute che noi geologi della redazione conosciamo fin troppo bene, ma che accende un riflettore sulla confusione che c’è ancora là fuori. Ian allora ancora una volta è andato dritto al punto: “Se usi la parola GIS con i non addetti ai lavori, le persone scappano! Dobbiamo smettere di lanciare acronimi e iniziare a spiegare il valore reale che questa tecnologia porta nella loro vita di tutti i giorni”. Un concetto che si collega perfettamente alla missione di divulgazione portata avanti da GeoSmart Magazine: trasformare il GIS da tecnologia per specialisti a strumento comprensibile per un pubblico più ampio.

La comunità GIS italiana: una comunità accogliente

Infine, alla domanda su cosa distingua l’Italia dalle altre conferenze europee, Ian non ha avuto dubbi: “Oltre al caffè e al cibo, che sono eccezionali, le persone italiane sono molto calorose e aperte.” Una battuta che racchiude uno degli elementi più apprezzati dai partecipanti internazionali, ovvero la capacità della comunità GIS italiana di accogliere, condividere esperienze e costruire relazioni professionali durature!

Ascolta il vodcast su Spotify

(Articolo di Carmine Magri)

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