Diciamocelo… nel mondo del GIS applicato all’urbanistica e all’ingegneria il “Digital Twin” è diventato quel concetto che ormai si mette in mezzo a tutto per far sembrare un progetto più importante. Un modello 3D con qualche texture in più? Digital Twin. Una dashboard con dei sensori collegati? Digital Twin.
Poi però vai alla Esri User Conference 2026, a San Diego, a registrare un episodio di GIS Tonic (senza niente da bere, per una volta, ma va bene lo stesso) con Arkadiusz Szadkowski, Global Lead per ArcGIS Reality e reality mapping in Esri (seguitelo su Linkedin per i suoi post su 3D e Digital Twin) e in una manciata di minuti ti rendi conto che il Digital Twin non è una mappa e nemmeno un progetto in 3D, è un percorso.
Modello, ombra, gemello: il percorso per arrivare al Digital Twin
Oggi si tende ad associare il Digital Twin ad un modello 3D, ma chi lavora in questo campo sa che non è sufficiente. Allora abbiamo chiesto proprio ad Arkadiusz di spiegarci come possiamo comunicare al meglio cosa è e cosa non è un gemello digitale? La sua risposta smonta l’idea che si tratti di un prodotto solo da produrre per la visualizzazione. “È un percorso, un viaggio che la tua organizzazione deve costruire un pezzo alla volta” ci risponde Arkadiusz, un viaggio che ci descrive in tre tappe:
• Digital Model: la replica statica. È il punto di partenza, il modello 3D ottenuto dall’elaborazione a partire dalla Reality Capture.
• Digital Shadow: qui arrivano i sensori IoT, i dati reali cominciano a fluire nel modello. Ma solo in una direzione: dal mondo fisico verso il modello. Il modello osserva ma non “risponde” ancora.
• Digital Twin: l’informazione viaggia in entrambe le direzioni. Puoi simulare scenari, fare domande, far entrare fonti esterne. Il gemello smette di essere un’istantanea e comincia a vivere, digitalmente sì, ma influenzando le nostre scelte reali.
Una delle frasi che ci hanno colpito di più è la seguente: “Quando l’informazione è in grado di attraversare il modello e possiamo simulare diversi scenari, fare domande e integrare dati da fonti esterne, ecco che il Digital Twin inizia a prendere vita ed è in grado di rispondere alle nostre domande e di maturare a livello tecnologico”.
Insomma, il messaggio che ci portiamo a casa è che realizzare un gemello digitale è un processo che ha un inizio ma non ha una fine, perché la sua continua evoluzione e aggiornamento sono parti intrinseche del concetto di gemello digitale stesso.La consapevolezza più importante per chi lavora in questo ambito è capire a che tappa del viaggio si trova il processo di costruzione del gemello e capire quale sarà la sua prossima direzione.
L’Uber per immagini: drone su richiesta (o quasi) dentro ArcGIS Online
Durante l’intervista non abbiamo potuto non chiedere ad Arkadiusz qualche delucidazione sul nuovo aggiornamento introdotto sul mondo dell’imagery in ArcGIS Online e presentato durante la Plenaria, ovvero il servizio che permette di ordinare immagini drone direttamente dalla piattaforma, senza uscire da ArcGIS Online. E qui la spiegazione di Arkadiusz con poche parole è subito chiara: “è un po’ come Uber, ma per le immagini”.
Dietro c’è il Content Store per ArcGIS, sviluppato con il partner SkyWatch: un’app disponibile per tutte le licenze, costituita da un unico pannello dove selezioni l’area di interesse per vedere cosa c’è già di disponibile: immagini da satellite, aereo, drone, con tutti i metadati su risoluzione e data di acquisizione. E se non c’è niente di abbastanza adeguato alle nostre esigenze? Con la partnership tra SkyWatch e Spexi nell’ArcGIS Content Store gli utenti avranno la flessibilità di ordinare solo le immagini di cui hanno bisogno, commissionando il volo drone sull’area d’interesse, dalla stessa interfaccia.
Il progetto di digitalizzazione di RFI conquista la Esri UC 2026
Chiudo con una cosa che mi ha fatto piacere sentire senza nemmeno chiederla. Tra tutti gli esempi mostrati alla conferenza, Szadkowski ha citato spontaneamente il progetto italiano RFI di 3D applicato al trasporto ferroviario: treni, stazioni, infrastruttura, tutto integrato in un ambiente tridimensionale con dati in tempo reale.
Portare a casa credibilità su un tema tecnico complesso come il 3D nei trasporti, davanti a una platea internazionale, non è cosa da poco. E se lo nota lui, senza che nessuno gliel’abbia chiesto, vuol dire qualcosa.
Domande frequenti sul Digital Twin
Un Digital Twin è la stessa cosa di un modello 3D? No. Il modello 3D è statico. Il Digital Twin è la terza tappa di un percorso che parte dal modello digitale, passa per la “digitalshadow” (dati reali a senso unico) e arriva a uno scambio bidirezionale capace di simulare scenari e supportare decisioni.
Cosa serve per passare da modello digitale a Digital Twin? Sensori IoT o altre fonti in tempo reale, un flusso di dati bidirezionale tra mondo fisico e replica digitale, e la capacità di integrare fonti esterne per simulare scenari futuri.
Cos’è il Content Store per ArcGIS? Una piattaforma sviluppata da Esri con SkyWatch che aggrega in un unico accesso immagini satellitari, aeree e grazie alla partnership con Spexi, immagini da drone, scaricabili o ordinabili on demand direttamente da ArcGIS Online.


















