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Il Canada brucia: ecco la mappa in tempo reale

Il Canada brucia: sta affrontando una delle stagioni di incendi boschivi più gravi degli ultimi anni e sebbene questa non abbia ancora raggiunto i livelli degli incendi del 2023, l’inquinamento atmosferico ha già varcato la frontiera. La foschia che ne deriva ha infatti oscurato lo skyline di città come New York e Chicago, mettendo persino a rischio la finale dei Mondiali di calcio del 19 luglio. Dietro le fiamme però c’è una storia fatta di dati, satelliti e mappe.

Incendi in Canada 2026

Partiamo dai numeri, secondo il Canadian Interagency Forest Fire Centre (CIFFC), a metà luglio erano attivi oltre 850 roghi in tutto il Paese, con più di 100 fuori controllo, concentrati soprattutto nel nord-ovest dell’Ontario. La superficie complessivamente bruciata dall’inizio dell’anno viaggia tra i 1,9 e i quasi 2,8 milioni di ettari a seconda della fonte e della data di rilevazione. A rendere la situazione ancora più seria è il fumo, che ha superato i confini nazionali per raggiungere il Midwest e il Nord-Est degli Stati Uniti, portando le concentrazioni di PM2.5 (le particelle di particolato più sottili e pericolose per la salute) a livelli di allerta in diverse grandi città americane. Insomma, quello che succede nella foresta boreale canadese, cosi come vale per tanti altri fenomeni naturali, non resta all’interno dei confini amministrativi, non resta in Canada, ecco quindi che per seguirne l’evoluzione in tempo reale ciò di cui abbiamo bisogno è una mappa (scorri fino alla fine per visualizzarla).

Il GIS è lo strumento più potente per raccontare gli incendi

Un incendio boschivo, per sua natura, è un fenomeno molto complesso da “leggere” e monitorare. Cambia forma ogni ora, si sposta seguendo il vento, segue l’inclinazione e l’esposizione dei versati, si propaga agevolmente la dove sussistono biomi che proliferano grazie al fuoco, un caso è quello del Pino d’Aleppo – Pinus halepensis, pianta tipica della macchia mediterranea che libera i semi grazie al calore del fuoco che apre i coni serotinici, spargendo i semi sulla cenere. Ma la complessità del monitoraggio di un incendio è legata anche al fumo che genera, questo infatti si muove in modo indipendente dal fronte di fiamma arrivando a coinvolgere territori a grandi distanze e spesso superando i confini transfrontalieri. L’unico modo per avere un quadro affidabile e aggiornato è guardare il fenomeno dall’alto, con l’aiuto dei satelliti e degli strumenti di analisi geospaziale. Il GIS (Geographic Information System) permette esattamente questo e degli strumenti di analisi geospaziale. Il GIS (Geographic Information System) permette esattamente questo.

Tre strumenti GIS per monitorare gli incendi in Canada in tempo reale

1. La mappa satellitare degli hotspot termici

Il primo strumento è una piattaforma di mappatura che raccoglie i punti di calore rilevati dai satelliti in orbita polare, gli stessi che sorvolano il pianeta più volte al giorno registrando le anomalie termiche sulla superficie terrestre. Ogni punto sulla mappa rappresenta un’area dove i sensori hanno rilevato una temperatura sensibilmente più alta rispetto al contesto circostante.

  • A cosa serve: individuare in modo puntuale dove si trovano i fronti di fuoco attivi, così da monitorare l’evoluzione degli incendi canadesi ora per ora.
  • Fonte dei dati: rilevazioni satellitari raccolte ed elaborate dai principali programmi di osservazione della Terra dedicati agli incendi e gestite nel layer finale dal Canadian Wildland Fire Information System (CWFIS) e il Natural Resources Canada (NRCan).
  • Frequenza di aggiornamento: ogni 3 ore nel periodo di maggiore probabilità degli incendi che va da Aprile a Ottobre.

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2. La mappa del perimetro degli incendi attivi in Canada

Il secondo strumento, dal nome Wildfire Perimeters in Canada – Season-to-date mostra la posizione e l’estensione dei roghi attivi provincia per provincia, mappando i punti caldi rilevati dall’inizio della stagione. A causa della risoluzione e della precisione spaziale limitate dei punti caldi, i risultati ottenuti con questo metodo devono essere considerati come stime molto approssimative e sono più adatti per incendi di grandi dimensioni (oltre 200 ettari). Tuttavia, possono essere utilizzati come un buon indicatore dell’area bruciata quando non sono disponibili altre opzioni di mappatura degli incendi.

  • A cosa serve: avere una visione operativa e aggiornata di dove si trovano gli incendi attivi sul territorio canadese, utile sia agli addetti ai lavori sia a chi semplicemente vuole informarsi prima di viaggiare o pianificare attività all’aperto in zona.
  • Fonte dei dati: informazioni raccolte dalle agenzie canadesi Canadian Wildland Fire Information System (CWFIS) e Natural Resources Canada (NRCan) dedicate alla gestione degli incendi boschivi, che monitorano quotidianamente la situazione a livello provinciale e federale.
  • Frequenza di aggiornamento: ogni 3 ore nel periodo di maggiore probabilità degli incendi che va da Aprile a Ottobre

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3. La mappa del fumo e della qualità dell’aria

Il terzo strumento è una mappa che segue la dispersione del fumo nell’atmosfera e il suo impatto sulla qualità dell’aria, lo stesso fenomeno che nei giorni scorsi ha fatto scattare gli allarmi smog a New York, Chicago e Washington. Ma non solo, perché la mappa mostra dinamicamente anche una previsione su quale sarà la direzione in cui si sposterà il fumo.

  • A cosa serve: capire dove si sta spostando il fumo generato dagli incendi e valutare il rischio per la salute delle popolazioni anche a centinaia o migliaia di chilometri di distanza dal fronte del fuoco.
  • Fonte dei dati: Il sistema BlueSky Canada che è frutto della collaborazione tra l’Alberta e la Columbia Britannica e combina informazioni sugli incendi boschivi, come la loro posizione e dimensione, con modelli computerizzati di previsione meteorologica per stimare le concentrazioni del fumo e verso quale direzione si sposterà.
  • Frequenza di aggiornamento: ogni 6 ore.

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GeoSmart attraverso il MapViewer di ArcGIS Online ha creato una mappa interattiva che incorpora in una visualizzazione unica i dati acquisiti in tempo reale sugli incendi in Canada, restituendola con una simbologia ottimizzata per il pubblico.

leggenda mappa incendi



 

Il Canada brucia e gli incendi stanno peggiorando: le cause

La foresta boreale canadese fa parte del più grande bioma terrestre del pianeta, una cintura verde che corre lungo tutto l’emisfero nord e sta pagando il conto del riscaldamento globale. Infatti, sebbene l’innesco di questi incendi sia un fenomeno ancora complesso da comprendere, sembra che per la maggior parte l’innesco sia naturale e dovuto solitamente ai fulmini. Dietro questo fenomeno però c’è un regista più subdolo. Il crescente riscaldamento globale di natura antropica sta portando all’estremizzazione degli eventi naturali. Le ondate di calore infatti sono sempre più prolungate, il manto nevoso si riduce ogni anno di più e questo lascia gli alberi più secchi e pronti a bruciare, allo stesso tempo i parassiti del legno che un tempo restavano confinati ai climi più miti si stanno spingendo verso nord ed est, indebolendo milioni di ettari di vegetazione. In un territorio vasto quanto la foresta boreale, controllare ogni singolo fuoco è semplicemente impossibile, l’unica arma davvero efficace resta il monitoraggio costante, e qui il GIS è protagonista.

(Fonte: Silvia Ilacqua)

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