Davide Coero Borga alla Conferenza Esri Italia 2026
Conduttore della sessione plenaria della Conferenza Esri Italia 2026, Davide Coero Borga, noto divulgatore scientifico, si è seduto sulle nostre poltrone come ospite di GIS Tonic, la serie di vodcast interamente ideata, prodotta e curata da noi di GeoSmart Magazine. Per Davide è stata la seconda volta come conduttore della sessione plenaria e le sue riflessioni sul mondo geospaziale sono state raccolte in questo episodio del GeoSmart Vodcast che potete approfondire nell’intervista audio e video in fondo a questo articolo.
Il GIS cambia il modo di vedere il mondo
“Il GIS mi ha contagiato come un virus”. Con queste parole, Davide apre questo puntata di GeoSmart Vodcast. Una frase ironica ma che racchiude forse tutta l’essenza del GIS: il suo ampio posizionamento nel mondo. Durante l’intervista, condotta da Silvia Ilacqua, è emerso come il GIS rappresenta una tecnologia che, a livello comunicativo è di impatto nella vita dell’uomo, non avendo nulla da invidiare all’intelligenza artificiale ma spesso si pecca nel linguaggio stesso con cui la descriviamo. Nonostante l’applicazione del GIS abbia un potenziale enorme, spesso questo soffre di un deficit di comunicazione che gli impedisce di raggiungere il grande pubblico che lo utilizza senza saperlo.
Sfide comunicative: dal tecnico al quotidiano
Uno dei temi centrali della conversazione è stato proprio questo: come portare il GIS dall’ambiente accademico e professionale alla consapevolezza collettiva? Innanzitutto, è importante riconoscere che i GIS sono già parte della nostra vita quotidiana. “Google Maps è GIS fondamentalmente” si sente durante l’intervista. Questa osservazione semplice eppure profonda rivela come la tecnologia geospaziale sia già integrata nei nostri comportamenti quotidiani: dal calcolo di un percorso al lavoroalla ricerca di un ristorante nel nostro quartiere.Il problema non è la tecnologia in sé ma la sua scarsa visibilità comunicativa. Il GIS rimane confinato a un linguaggio tecnico e specialistico che allontana il grande pubblico, nonostante i suoi effetti siano tangibili e quotidiani.
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Lo storytelling come chiave di accesso secondo Davide Coero Borga
Come comunicare quindi il GIS? Secondo Davide, la strada passa attraverso lo storytelling. Accanto ai dati tecnici, è necessario costruire narrative che colleghino le mappe ai problemi concreti e alle soluzioni reali.I data journalist, come racconta Davide, hanno già compreso questa lezione: utilizzano software GIS e strumenti di mappatura avanzata per raccontarli in modo comprensibile e affascinante al grande pubblico. È un modello di divulgazione che trasforma i dati geografici in storie.Davide ha evidenziato come uno degli aspetti più potenti del GIS sia proprio questa capacità di illuminare connessioni nascoste. “Quando riusciamo a vedere sopra una mappa, allontanandosi dall’oggetto che stiamo osservando per metterlo meglio a fuoco, riusciamo a capire alcuni aspetti che magari non erano così evidenti” ha spiegato.
GIS per tutti
L’intervista con Davide Coero Borga ha lasciato chiaro un messaggio: il GIS non è sempre confinato agli specialisti o ai ricercatori. È una rivoluzione consapevole che ha il potenziale di trasformare il modo in cui comprendiamo il nostro territorio, le nostre città, i nostri problemi ambientali e sociali. La sfida per i prossimi anni sarà proprio quella di democratizzare questa consapevolezza, di portare il GIS dall’indoor delle conferenze tecniche all’outdoor della coscienza collettiva.
(Articolo di Carmine Magri)




















