L’Altare della Patria sta sprofondando? Questo l’allarme (inquietante) lanciato in questi giorni per uno dei monumenti più visitati di Roma. La posizione centrale in Piazza Venezia, la sua altezza che spicca ovunque si guardi Roma dall’alto e quel suo marmo bianco, estratto a Botticino e dintorni, in provincia di Brescia, lo rende uno dei beni culturali più conosciuti in Italia. La sua costruzione risale alla fine del diciannovesimo secolo e il Vittoriano, chiamato così perché intitolato al Re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia, ha sempre mostrato fessure e lesioni nella sua struttura, in particolare nel lato ovest. La distribuzione delle fratture non è casuale e trova risposta nella particolare geologia dell’area.
L’Altare della Patria sta sprofondando? Le cause del fenomeno
Sono due gli aspetti più interessanti emersi da ricerche recenti circa lo stato di salute attuale del Vittoriano. La geologia del sottosuolo e l’intenso traffico che caratterizza l’area. Osservando la carta geologica del Comune di Roma, è possibile affermare che l’Altare della Patria non poggia su un terreno omogeneo. L’immagine sottostante mostra uno stralcio di tale carta,dove si osserva chiaramente l’eterogeneità delle rocce nell’area su cui insiste il monumento. Rocce diverse implicano proprietà meccaniche diverse.

La porzione nord-occidentale del monumento poggia su depositi alluvionali poco compatti, soffici e caratterizzati da una maggiore comprimibilità. Al contrario, la restante parte della struttura poggia su unità geologiche più stabili. Questa differenza di comportamento meccanico genera quello che gli ingegneri definiscono cedimento differenziale: una parte dell’edificio si abbassa più rapidamente rispetto alle altre. Il risultato di questo fenomeno sono adattamenti alle nuove tensioni che si manifestano, in questo caso, sotto forma di fessure osservabili sulla parete ovest del monumento.

Come ce ne siamo accorti?
Banalmente, osservando queste fessure. Per comprenderne però l’evoluzione, è stata utilizzata una tecnologia chiamata Interferometria Radar Satellitare (InSAR). Questa tecnica consente di confrontare immagini radar acquisite dai satelliti in momenti diversi e di rilevare spostamenti del terreno dell’ordine di pochi millimetri. L’analisi pluriventennale di immagini satellitari ha evidenziato che il settore nord-occidentale del Vittoriano è interessato da uno sprofondamento compreso tra gli 0.3 e gli 1.5 mm/annui.A prima vista questi valori possono sembrare trascurabili. Tuttavia, quando un movimento anche minimo si accumula per decenni, può produrre deformazioni significative e contribuire alla formazione delle lesioni osservate sulle murature e sui rivestimenti in marmo di Botticino che caratterizzano il monumento.
Geologia e patrimonio culturale: un legame invisibile
La vicenda dell’Altare della Patria ricorda un principio fondamentale spesso dimenticato: nessuna opera, per quanto monumentale, può essere separata dal terreno su cui è costruita. La conservazione del patrimonio culturale non dipende soltanto dalla qualità dei materiali o dagli interventi di restauro. Comprendere la geologia del sottosuolo è altrettanto importante. Nel caso del Vittoriano, la storia delle sue crepe una questione architettonica legata al suolo che lo sostiene.
Per approfondimenti:
- Italian journal of engineering geology and environment: Satellite a-dinsar monitoring of the Vittoriano monument (Rome, Italy): implications for heritage preservation
- ScienceDirect: Monitoring buildings performance using FEA and ML based on the data acquired by InSAR; A case study of Vittoriano building, Rome
(Fonte: redazionale)


















