Ecco 2 nuovi strumenti che rivoluzionano il lavoro di geologi e tecnici: l’aggiornamento ArcGIS Pro 3.7.
Se lavori quotidianamente con i Sistemi Informativi Geografici, sai benissimo che spesso sono i problemi apparentemente più piccoli a portarsi via la maggior parte del tempo. Che tu sia un geologo, un geometra, un ingegnere o un libero professionista, ti sarai scontrato decine di volte con limitazioni tecniche che costringono a lunghi e frustranti workaround manuali.
L’aggiornamento di ArcGIS Pro 3.7
Il nuovo aggiornamento di ArcGIS Pro 3.7 introduce tantissime nuove funzionalità che spaziano dallo Spatial Analyst Toolbox ai flussi di lavoro 3D, nuove possibilità di personalizzazioni dell’interfaccia e molto, molto altro.
Ci sono però due funzionalità straordinarie che promettono di svoltare letteralmente la giornata lavorativa di chi si occupa di cartografia, pianificazione territoriale e geologia. Scopriamo insieme quali sono questi due strumenti in questa release e perché, finalmente, Esri ha risolto due problemi storici.
Estrazione di linee e poligoni da scansioni: la soluzione al problema
Ammettiamolo, a chi non è mai capitato di dover sviluppare un progetto o redigere una relazione tecnica e trovarsi tra le mani esclusivamente mappe catastali o storiche in formato PDF o come semplici immagini raster? Il dramma è sempre più o meno lo stesso, hai la necessità assoluta di estrarre le isoipse (le curve di livello) e le altre informazioni vettoriali contenute in quella scansione, senza un modo semplice per farlo.
Fino ad oggi, imbattersi in questo ostacolo significava perdere ore nella digitalizzazione manuale e persino nei GIS open source bisognava attivare plugin o crediti specifici a pagamento per tentare una vettorizzazione automatica, spesso con risultati deludenti.
Con ArcGIS Pro 3.7 la musica cambia. Esri ha finalmente rilasciato uno strumento nativo per estrarre linee e poligoni direttamente da scansioni. Da professionisti ci si potrebbe chiedere come mai una funzione così vitale non sia stata inserita tra le priorità assolute già anni fa. La risposta probabilmente sta nell’architettura tecnologica.
Non si tratta infatti di un tool di tracciamento, ma di un algoritmo che si appoggia a un potente modello di deep learning integrato e messo a disposizione da ArcGIS Pro.
Analisi idrologica avanzata: addio errori adesso possiamo tracciare anche il corso d’acqua che si incanala
Il secondo strumento risolve un’altra grande problematica legata alla modellazione idrologica dei bacini idrografici. Se hai mai avviato un’analisi idrologica su un DEM (Digital Elevation Model), avrai sicuramente notato quell’errore tipico in cui il reticolo idrografico o un corso d’acqua prende una deviazione del tutto innaturale o scompare improvvisamente.
Si tratta di un problema serio soprattutto per i tecnici che sviluppano relazioni alla scala locale e che conoscono bene il territorio e sanno che in quei punti l’acqua non sparisce, ma attraversa una infrastruttura, incanalandosi dentro un tombino o un sottopasso per superare, ad esempio, una strada o un rilevato ferroviario.
In passato, l’unico modo per risolvere questo bug geometrico nei modelli digitali di elevazione era intervenire manualmente sul raster, basandosi sulla profonda conoscenza del territorio, sui sopralluoghi sul campo e sulla supervisione diretta dell’area di studio.
L’aggiornamento 3.7 introduce due nuovi strumenti specifici che si inseriscono perfettamente all’interno dell’intero workflow di analisi idrologica. Da oggi è infatti possibile:
- Indicare con precisione al modello i punti esatti in cui l’acqua si incanala (le sezioni dei tombini e sottopassi).
- Adattare e correggere automaticamente il raster idrologico sulla base di queste informazioni georiferite.
Il risultato? Flussi idrologici fluidi e coerenti con la realtà senza dover ricorrere a complessi artefatti manuali che si portavano dietro un grosso errore!
Vedi tutti i dettagli a questo link.
In conclusione: un punto in più per Esri!
Mentre una fetta di utenti della community del mondo GIS salta sulla sedia per gli aggiornamenti legati alla visualizzazione 3D fotorealistica o alle ultime integrazioni con l’Intelligenza Artificiale generativa, è fondamentale non dimenticarsi di chi lavora sul campo. I professionisti e i tecnici si scontrano ogni giorno con sfide concrete, problemi che a molti sembrano banali ma che, fino ad oggi, non avevano una risoluzione nativa e immediata.
Questi due strumenti di ArcGIS Pro 3.7 dimostrano un’attenzione reale verso le esigenze operative di geologi, cartografi e molti altri tecnici. Quindi, un meritato punto in più per Esri!
https://doc.esri.com/en/arcgis-pro/latest/get-started/whats-new-in-arcgis-pro.html















