MioDottore fotografa luci e ombre del Fascicolo sanitario elettronico tra medici, strutture e dentisti alla scadenza PNRR.
Il Fascicolo sanitario elettronico entra nella fase decisiva della sua attuazione, ma la piena maturità digitale del sistema sanitario italiano resta ancora una sfida aperta. A mostrarlo è una survey condotta da MioDottore su 3.000 professionisti della salute, realizzata a ridosso della scadenza PNRR di fine marzo 2026 per l’adozione e la piena operatività del FSE 2.0 sul territorio nazionale.
L’indagine ha coinvolto 1.000 Responsabili di Strutture Sanitarie, 1.000 Medici Specialisti di centri medici privati e 1.000 Dentisti, distribuiti equamente nelle macro-aree italiane: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole.
Il quadro che emerge è quello di una sanità in movimento, ma non ancora omogenea. Il Fascicolo sanitario elettronico viene riconosciuto come un’opportunità da una parte rilevante dei professionisti, ma restano forti criticità su conoscenza reale dello strumento, integrazione dei gestionali, divario territoriale e percezione burocratica.
Fascicolo sanitario elettronico: conoscenza ancora parziale
Il primo dato che emerge dalla survey riguarda il livello di conoscenza del Fascicolo sanitario elettronico. La consapevolezza tra i professionisti della salute appare ancora parziale: la maggioranza degli intervistati si colloca su un valore intermedio, pari a 3 su una scala da 1, “molto poco”, a 5, “moltissimo”.
I Medici Specialisti risultano la categoria più preparata. Il 19% dichiara una conoscenza massima del FSE e il 25% una conoscenza elevata. Più contenuto il livello indicato dai Responsabili di Strutture Sanitarie: solo il 30% assegna punteggi elevati, con il 21% al valore 4 e il 9% al valore 5.
I Dentisti mostrano invece la minore profondità di conoscenza: il 15% si posiziona sul valore 4 e solo il 5% sul valore 5. Il dato evidenzia una distanza significativa tra categorie professionali diverse, nonostante tutte siano coinvolte nella trasformazione digitale della sanità.
Fascicolo sanitario elettronico e divario territoriale
La survey mette in luce anche un divario geografico evidente. I professionisti del Nord e del Centro tendono ad attribuire punteggi più elevati alla propria conoscenza del FSE, mentre nel Sud e nelle Isole prevale la valutazione mediana.
Questo schema si ripete lungo tutta l’indagine e conferma una delle principali criticità della digitalizzazione sanitaria italiana: la transizione non procede alla stessa velocità in tutte le aree del Paese.
Sul fronte dell’informazione, i canali prevalenti sono ASL, Regione e fornitori gestionali. I Dentisti si distinguono però per un maggiore peso del passaparola tra colleghi, indicato dal 19% degli intervistati, un canale quasi assente negli altri gruppi.
FSE 2.0: opportunità strategica o obbligo burocratico?
Nonostante una conoscenza ancora incompleta, il Fascicolo sanitario elettronico viene percepito da molti professionisti come uno strumento strategico. Tuttavia, la lettura cambia in modo netto tra le categorie.
I Medici Specialisti sono i più convinti: il 70% considera il FSE un’opportunità strategica. Tra i Responsabili di Strutture Sanitarie la percentuale si attesta al 67%, con una percezione relativamente uniforme sul territorio.
Diverso il quadro tra i Dentisti. Solo il 46% vede nel FSE un’opportunità, mentre il 32% lo considera ancora troppo complesso. Il 15% lo percepisce come un obbligo normativo che richiede tempo e risorse, una quota quasi doppia rispetto ai Responsabili e quasi quattro volte superiore rispetto agli Specialisti.
Questa distanza segnala una criticità culturale e organizzativa: il successo del Fascicolo sanitario elettronico non dipende soltanto dall’infrastruttura tecnologica, ma anche dalla capacità di renderlo comprensibile, utile e integrato nel lavoro quotidiano dei professionisti.
Chi usa davvero il Fascicolo sanitario elettronico
L’utilizzo effettivo del FSE fotografa un sistema sanitario italiano a velocità differenziate. Anche in questo caso, i Medici Specialisti risultano la categoria più avanzata: il 64% dichiara un uso pieno del Fascicolo sanitario elettronico, con una prevalenza più marcata al Nord e al Centro.
I Responsabili di Strutture Sanitarie seguono con il 56% di utilizzo pieno, ma si distinguono per l’elevata quota di utilizzo parziale, pari al 34%. La transizione per questa categoria è stata favorita da una familiarità già presente con sistemi digitali regionali, ma l’integrazione completa risulta ancora in corso.
I Dentisti presentano il quadro più critico. Prima del FSE partivano da una dipendenza quasi esclusiva da gestionali proprietari non connessi al Fascicolo sanitario elettronico. Oggi solo il 51% dichiara un uso pieno, il 19% è ancora in fase di test e il 5% non lo usa affatto.
Medici, strutture e dentisti a velocità diverse
Il confronto tra categorie mostra una trasformazione disomogenea. Gli Specialisti sembrano più pronti perché partivano da una gestione già in parte digitalizzata. Le strutture sanitarie hanno un livello intermedio, con sistemi più complessi e spesso frammentati. I Dentisti, invece, risultano più esposti al ritardo perché legati a software gestionali proprietari e a un’organizzazione dello studio spesso meno integrata con i sistemi regionali.
Il divario Nord-Sud si conferma trasversale. Al Nord l’adozione piena è più alta in tutte e tre le categorie, mentre nel Sud e nelle Isole prevalgono l’utilizzo parziale o la fase di test.
Gestionale sanitario e integrazione con il FSE
Uno dei nodi principali riguarda lo stato dei software gestionali. I Dentisti mostrano una maggiore omogeneità infrastrutturale: il 64% dispone di un unico software gestionale che include anche i referti. La percentuale scende al 53% tra gli Specialisti e al 51% tra i Responsabili di Strutture Sanitarie.
Questa uniformità, tuttavia, riflette anche ambienti professionali più piccoli e meno complessi. Il 30% dei Responsabili utilizza infatti programmi diversi per processi distinti, la quota più alta tra le tre categorie, segnale di una maggiore frammentazione nei sistemi delle strutture sanitarie più articolate.
Il problema più rilevante riguarda però l’integrazione con il Fascicolo sanitario elettronico. Tra i Dentisti, il 51% dichiara che il proprio gestionale non è ancora integrato con il FSE, con una concentrazione particolarmente alta nel Sud e nelle Isole. Solo l’11% segnala un’integrazione completa.
Responsabili e Specialisti mostrano invece soprattutto un’integrazione parziale, rispettivamente al 59% e al 57%. L’integrazione completa raggiunge il 26% tra i Responsabili e il 24% tra gli Specialisti.
Sicurezza, facilità d’uso e fatturazione elettronica
Alla domanda sulle funzionalità più importanti di un software gestionale, emergono priorità condivise e differenze significative. Sicurezza informatica e facilità d’uso sono indicate come esigenze centrali da tutte le categorie.
Responsabili e Specialisti valorizzano in modo rilevante anche l’integrazione con il FSE e con i sistemi regionali. I Dentisti, invece, collocano questa funzione in terza posizione e danno maggiore importanza alla gestione della fatturazione elettronica.
Il dato suggerisce un orizzonte professionale ancora più orientato alla gestione amministrativa dello studio, rispetto alla piena integrazione con l’ecosistema digitale sanitario.
Fascicolo sanitario elettronico e scadenza PNRR
La scadenza di fine marzo 2026 rappresenta un passaggio formale importante per il FSE 2.0, ma la survey di MioDottore mostra che la piena operatività non coincide automaticamente con la piena maturità digitale.
Il sistema sanitario italiano appare in movimento, ma restano nodi evidenti: formazione insufficiente, integrazione tecnologica incompleta, percezione di complessità e differenze territoriali.
Secondo Luca Puccioni, CEO di MioDottore, i dati mostrano che la volontà di cambiare esiste, ma la strada è ancora in salita. Il Fascicolo sanitario elettronico rappresenta un’opportunità importante per il sistema sanitario italiano, ma per diventare realtà richiede un impegno concreto su formazione, integrazione tecnologica e riduzione del divario tra Nord e Sud.
Puccioni sottolinea inoltre che la digitalizzazione della sanità non è soltanto una questione di compliance, ma riguarda direttamente la qualità delle cure.
Digitalizzazione sanitaria: il traguardo è ancora sostanziale
La survey restituisce quindi un’immagine articolata della sanità italiana. I Medici Specialisti guidano la transizione, i Responsabili di Strutture Sanitarie sono a metà strada e i Dentisti restano la categoria più esposta alle difficoltà di integrazione.
La percezione strategica del Fascicolo sanitario elettronico è ampiamente condivisa, ma complessità, lacune nei gestionali e divario geografico rischiano di trasformare la scadenza di marzo in un traguardo più formale che sostanziale.
Perché il FSE 2.0 diventi davvero uno strumento quotidiano per professionisti e cittadini, saranno decisive formazione, interoperabilità, supporto tecnologico e capacità di accompagnare le categorie più fragili nella transizione digitale.
MioDottore continuerà ad accompagnare questa trasformazione mettendo a disposizione dei professionisti strumenti e supporto concreto per affrontare una fase cruciale della sanità digitale italiana.
(Fonte: Mio Dottore)




















