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Beni culturali: recente scoperta del blu egizio di Raffaello

Le tecnologie innovative per i beni culturali protagoniste della recente scoperta del blu egizio nella Galatea di Raffaello a Villa Farnesina.

Tecnologie innovative per i beni culturali: recente scoperta su Raffaello

Grazie al contributo e all’ottima ricerca da parte di ENEA, sono venute alla luce delle interessanti scoperte sull’affresco di Raffaello “Il trionfo di Galatea” a Villa Farnesina a Roma, che ha identificato la particolare e prestigiosa presenza di “blu egizio”, uno dei più antichi pigmenti di origine non naturale messi a punto nella storia dell’umanità. Frutto del lavoro di un team composto da tecnici ENEA, IRET-CNR, Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, XGLab-Bruker e coordinato da Antonio Sgamellotti dell’Accademia Nazionale dei Lincei, la scoperta è il fulcro della mostra “Raffaello in Villa Farnesina: Galatea e Psiche” allestita all’interno della stessa Villa Farnesina fino al 6 gennaio 2021, nell’ambito delle celebrazioni per il V centenario della morte dell’artista urbinate.

ENEA ha contribuito alle indagini mettendo in campo conoscenze specifiche sui dipinti murali, sui materiali e sulle tecniche esecutive conseguite a seguito della trentennale esperienza acquisita sul campo.
Il particolare pigmento rintracciato nell’affresco di Raffaello costituiva il principale – se non l’unico – colore azzurro utilizzato nell’antichità classica e preclassica e deriva dalla metallurgia del rame.

L’ENEA nella sua più che trentennale attività nel settore dei beni culturali ha sviluppato e messo in campo numerose tecnologie avanzate a partire dai sistemi laser scanner per imaging remoto impiegati sui Bronzi di Riace, fino ai sistemi di sensori in fibra ottica per il monitoraggio strutturale applicati alle Mura Aureliane di Roma e al Duomo di Orvieto, oltre che allo sviluppo di tecnologie innovative applicate nei processi di restauro come le camere climatiche per gli studi di degrado, l’ablazione laser per la pulitura delicata e lo sviluppo di nanocompositi protettivi. Oltre a questo, sono stati sviluppati e utilizzati strumenti per la digitalizzazione in 3D, la modellazione e la visualizzazione virtuale e diverse tipologie di scansione per aree, scavi e reperti archeologici.

(Fonte:Enea)

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