IRIDE: il gen. Marco Di Fonzo ospite a “Un Boss in Salotto”
Nella nuova puntata di “Un Boss in Salotto”, il podcast di GeoSmart Magazine, abbiamo avuto l’onore di ospitare il generale Marco Di Fonzo, già comandante del NIAB (Nucleo Informativo Antincendio Boschivo) dell’Arma dei Carabinieri. Un ospite d’eccezione, arrivato nel nostro salotto per raccontarci IRIDE, la costellazione di satelliti tutta italiana dedicata alla tutela dell’ambiente e del territorio. Trovate il link all’episodio in fondo all’articolo.
IRIDE: un miliardo di euro per un progetto unico al mondo
IRIDE è un grande progetto tutto italiano, fortemente voluto dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha destinato un miliardo di euro dei fondi del PNRR alla realizzazione di una costellazione satellitare espressamente dedicata alla tutela dell’ambiente e del territorio. “Ne fa un unicum a livello internazionale”, ha spiegato Di Fonzo, ricordando come il progetto rappresenti anche un punto di eccellenza per l’intero comparto industriale spaziale italiano, uno dei pochi Paesi al mondo a possedere tutte le competenze necessarie per progettare, costruire, lanciare in orbita e governare satelliti. Allo stato attuale, su un totale di oltre 70 previsti, al momento ne risultano ordinati 31, mentre la costellazione ha già visto i primi lanci e sta progressivamente prendendo forma, in vista del rilascio dei servizi per cui è stata concepita.
IRIDE: dati gratuiti per la pubblica amministrazione
Un aspetto particolarmente rilevante del progetto, sottolineato dal generale Di Fonzo, è il rilascio di dati gratuiti per tutta la pubblica amministrazione, sulla scia di quanto già avviene con altre costellazioni europee come Copernicus. “Dotarsi di una struttura autonoma nazionale, tutta italiana”, ha spiegato, “può diventare uno strumento all’avanguardia attraverso cui le PA che si occupano di ambiente e territorio possono svolgere al meglio le proprie funzioni”.
La sfida della formazione e dell’alfabetizzazione tecnologica
Se il potenziale tecnologico italiano in questo campo è enorme, secondo Di Fonzo ,resta un ultimo, decisivo passaggio da compiere: portare questa consapevolezza fino alla popolazione e ai professionisti che potrebbero beneficiarne. “C’è sicuramente la necessità di un piano poderoso di formazione, anche di alfabetizzazione tecnologica”, ha spiegato, “per far comprendere nel dettaglio le enormi potenzialità di questa visione di controllo del territorio. A questo si aggiunge un tema strutturale, quello della difficoltà nell’attrarre verso queste discipline i giovani laureati in materie scientifiche”.
Uno strumento “pacifico” in un mondo che cambia
Sebbene i satelliti siano per loro natura tecnologie dual use, adatte sia al settore della difesa sia a quello ambientale, IRIDE nasce con una vocazione specifica alla tutela degli ecosistemi, un aspetto che secondo Di Fonzo la rende un modello di riferimento a livello internazionale. “La vera sfida”, ha aggiunto, “è far capire concretamente a chi lavora sul territorio come queste informazioni possano tradursi in servizi oggi inesistenti, soprattutto in un momento storico segnato dal cambiamento climatico, in cui comprendere rapidamente ciò che accade sul terreno diventa decisivo per mitigarne gli effetti”.
Il ricordo più intenso: l’incendio di Oristano
Alla domanda su quale sia stato il momento più emozionante della sua carriera, il generale Di Fonzo ha ripercorso l’esperienza legata al grande incendio che colpì il territorio di Oristano, in Sardegna, uno dei più devastanti dell’ultimo secolo in Italia. “Quando arrivammo sul posto eravamo preoccupati di arrivarci già preparati”, ha raccontato, spiegando come il team abbia utilizzato i rilievi del programma Copernicus, in particolare i satelliti Sentinel-2 per ricostruire un quadro d’insieme dell’evento a poche ore dal suo verificarsi. Grazie a un sistema di spazializzazione degli eventi, con vettori disegnati su mappe dinamiche, il team riuscì a comprendere che l’incendio aveva una forte componente naturale: una perturbazione in transito sulla Sardegna, ruotando prima di entrare nel Golfo di Oristano, aveva compresso l’atmosfera generando raffiche notturne tra i 70 e gli 80 chilometri orari, una vera e propria tempesta di eventi che contribuì a diffondere le fiamme su tutto il territorio. Di Fonzo ha ricordato con orgoglio come, in quell’occasione, il corpo di protezione civile sardo sia riuscito a gestire l’emergenza senza feriti gravi né vittime, una testimonianza citata a livello internazionale del modello italiano di protezione civile. La tecnologia satellitare, ha concluso, si è rivelata preziosa anche a supporto dell’attività investigativa, aiutando a individuare il punto di origine dell’incendio e le sue cause.
Un episodio da non perdere
Dal miliardo di euro investito in IRIDE alla sfida di rendere i dati satellitari uno strumento quotidiano per cittadini e pubbliche amministrazioni, fino al ricordo di uno dei più grandi incendi della storia recente italiana, la chiacchierata con il generale Marco Di Fonzo è un racconto che intreccia spazio, ambiente e sicurezza del territorio. Un episodio di “Un Boss in Salotto” che vi consigliamo di recuperare per intero, disponibile sui canali di GeoSmart Magazine.





















