Le mappe del mondo cambieranno. È questa la decisione che, secondo quanto emerso durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite svoltasi il 4 settembre 2026 a New York, porterà verso l’adozione di una nuova proiezione cartografica.
Con 164 voti favorevoli, 6 astensioni e un voto contrario, quello degli Stati Uniti, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite avrebbe ufficialmente abbandonato la proiezione di Mercatore a favore della Equal Earth, considerata più accurata nella rappresentazione delle dimensioni delle aree geografiche.

Mappe del mondo: la proiezione di Mercatore
La proiezione di Mercatore è una delle proiezioni cartografiche più utilizzate al mondo. È quella che abbiamo incontrato negli atlanti, nelle mappe appese alle pareti delle aule scolastiche e che ritroviamo ancora oggi in molti strumenti e dispositivi digitali, quando non utilizziamo una rappresentazione tridimensionale. Ideata nel 1569 dal cartografo fiammingo Gerardo Mercatore, questa proiezione fu sviluppata attraverso specifici artifici geometrici e matematici con l’obiettivo di preservare gli angoli e facilitare l’orientamento dei marinai e la pianificazione delle rotte in mare.
Ma ogni mappa, si sa, mente.
E questo è inevitabile. Rappresentare su un piano bidimensionale la superficie curva del nostro pianeta richiede necessariamente dei compromessi. Non importa quale artificio geometrico o matematico venga utilizzato, una proiezione cartografica non può rappresentare contemporaneamente tutte le caratteristiche della superficie terrestre senza introdurre distorsioni. La proiezione di Mercatore non fa eccezione. A causa delle sue caratteristiche, infatti, le regioni vicine all’Equatore appaiono proporzionalmente più piccole, mentre quelle prossime ai poli risultano molto più grandi rispetto alle loro dimensioni reali. Il risultato è una Groenlandia che, sulle mappe con la Proiezione di Mercatore, può apparire enorme, quasi quanto l’Africa, quando in realtà l’Africa è circa 14 volte più grande della Groenlandia.
Da tempo, studiosi e geografi analizzano anche la dimensione culturale e politica delle rappresentazioni cartografiche, arrivando a descrivere la proiezione di Mercatore come un possibile esempio di “colonialismo geografico”. La sua diffusione come standard cartografico mondiale per secoli ha infatti contribuito a consolidare una determinata percezione delle dimensioni relative dei territori.
Equal Earth: verso una rappresentazione del mondo più equa
Nel 2018, un team di cartografi composto da Bojan Šavrič, Bernhard Jenny e Tom Patterson si è posto l’obiettivo di creare una nuova proiezione cartografica in grado di rappresentare in modo più fedele le dimensioni delle aree geografiche: la Equal Earth.

La proiezione Equal Earth, tuttavia, non nasce interamente nel 2018. È il risultato di un percorso di ricerca e sperimentazione sviluppato nell’arco degli ultimi 60-70 anni, prendendo ispirazione anche dal lavoro di altri cartografi. Tra le principali fonti di ispirazione c’è la proiezione di Robinson, ideata dal geografo Arthur H. Robinson nel 1963.
Nel 2008, inoltre, Tom Patterson, uno dei componenti del team che ha sviluppato Equal Earth, aveva già realizzato una prima proposta di nuova proiezione chiamata Natural Earth. Grazie anche alle moderne tecnologie e alla disponibilità di software sempre più efficienti, il percorso iniziato con Natural Earth e proseguito con Natural Earth I e Natural Earth II ha portato, nel 2018, allo sviluppo della proiezione Equal Earth. Uno degli obiettivi principali di Equal Earth è proprio quello di migliorare la rappresentazione delle dimensioni relative dei diversi territori, in particolare di paesi e continenti come quelli africani.
Ed è proprio dall’Africa che, nel 2025, è partita la campagna “Correct the Map”, con l’obiettivo di promuovere l’abbandono della proiezione di Mercatore a favore di una rappresentazione più fedele delle dimensioni dei paesi. Il testo della risoluzione è arrivato quindi sui tavoli dell’80ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita a New York il 4 settembre 2026, che lo avrebbe definitivamente approvato.

Cosa cambia davvero per le mappe del mondo?
È però necessaria una precisazione importante, la risoluzione delle Nazioni Unite non obbliga gli Stati ad adottare la proiezione Equal Earth.
L’impatto della decisione potrebbe tuttavia essere significativo. Considerata l’importanza e la portata della notizia, nei prossimi anni potrebbe verificarsi un graduale abbandono della proiezione di Mercatore a favore di Equal Earth nelle mappe utilizzate dalle tecnologie digitali, dalle istituzioni e nei programmi scolastici. Le mappe, quindi, potrebbero iniziare a mostrarci il mondo in modo diverso. Non perché una proiezione sia in assoluto “vera” e un’altra “falsa”, ma perché ogni rappresentazione cartografica implica una scelta su quali caratteristiche della superficie terrestre preservare e quali distorsioni accettare. E mentre oggi dibattono sull’utilità o meno di questa risoluzione, una cosa la sappiamo con certezza: le mappe cosi come molte altre rappresentazioni, hanno la capacità di agire senza rendercene conto a livello cognitivo determinando conseguenze a cascata poi, a livello educativo, culturale, geopolitico ed economico. Insomma, il loro potere di influenzare il nostro modo di vedere il mondo è più grande di quanto immaginiamo.
Le mappe continueranno a mentrie e lo sappiamo, ma è con queste consapevolezze che possiamo scegliere di farle mentire un po’ meno. Con la consapevolezza che anche un piccolo cambiamento in una rappresentazione cartografica verso una maggiore equità può contribuire, a cascata, ad innescare, un cambiamento.
È possibile scaricare gratuitamente le mappe digitali in proiezione Equal Earth anche dal sito ufficiale: https://equal-earth.com/
(Fonte: Silvia Ilacqua)
















