ESA avvia con Kepler una nuova fase di HydRON, il progetto per comunicazioni ottiche satellitari più veloci e sicure.
Le comunicazioni ottiche potrebbero trasformare il modo in cui i dati raccolti dallo spazio vengono trasmessi a Terra. L’Agenzia Spaziale Europea ha avviato una nuova fase del progetto HydRON, la rete laser pensata per rendere il trasferimento delle informazioni satellitari più rapido, sicuro ed efficiente.
Al 41° Space Symposium di Colorado Springs, la società canadese Kepler, specializzata in comunicazioni satellitari, ha ricevuto un contratto per guidare la nuova fase di sviluppo del progetto “Fibre in the Sky”. L’obiettivo è estendere nello spazio il concetto di infrastruttura internet basata su fibra, superando alcuni limiti delle comunicazioni satellitari tradizionali.
Comunicazioni ottiche: cos’è il progetto HydRON
HydRON, acronimo di High-thRoughput Optical Network, è il programma ESA dedicato alla realizzazione di una rete di comunicazione ottica ad alta capacità tra satelliti e sistemi terrestri.
A differenza dei collegamenti radio tradizionali, che dipendono da finestre di contatto con le stazioni di terra e da frequenze sempre più congestionate, HydRON utilizza tecnologia laser per trasferire grandi quantità di dati in modo più rapido e con minori interferenze.
Il progetto punta a consentire uno scambio quasi in tempo reale tra satelliti collocati su orbite diverse e infrastrutture a terra. In prospettiva, questo significa rendere più immediata la disponibilità dei dati spaziali per applicazioni operative, monitoraggio, sicurezza, connettività e servizi digitali avanzati.
Fibre in the Sky: una rete laser multi-orbitale
Il programma HydRON è organizzato in più elementi. Il primo prevede una costellazione di satelliti in orbita bassa terrestre, in grado di trasmettere dati attraverso collegamenti ottici. Il secondo estende questa capacità a orbite più alte, creando connessioni tra diversi livelli orbitali e infrastrutture terrestri.
Il terzo elemento, ora affidato a Kepler, è dedicato al coinvolgimento dell’industria e alla validazione in orbita di tecnologie e servizi diversi. Questa fase è fondamentale per dimostrare l’interoperabilità tra soluzioni sviluppate da più aziende e per verificare come possano funzionare all’interno di una rete comune.
Il contratto, del valore di 18,6 milioni di euro, è stato assegnato il 14 aprile. Kepler utilizzerà i propri satelliti per ospitare payload realizzati da diversi partner europei.
Kepler e i partner europei del progetto
Nella nuova fase di HydRON, Kepler coordinerà un consorzio industriale che coinvolge aziende europee specializzate in tecnologie spaziali e comunicazioni ottiche.
Vyoma GmbH contribuirà con un payload dedicato alla space situational awareness, progettato per monitorare oggetti in orbita e supportare il tracciamento di satelliti e detriti spaziali.
TESAT, MBRYONICS Ltd e Astrolight UAB forniranno invece hardware per comunicazioni ottiche, contribuendo allo sviluppo e alla validazione di collegamenti laser ad alta capacità.
La firma del contratto è avvenuta tra Laurent Jaffart, Direttore ESA per Resilience, Navigation and Connectivity, e Mina Mitry, CEO e Co-Founder di Kepler. All’incontro erano presenti anche il Direttore Generale ESA Josef Aschbacher, Lisa Campbell, Presidente della Canadian Space Agency, il German Aerospace Center e i partner industriali coinvolti.
Comunicazioni ottiche e sicurezza dei dati spaziali
Le comunicazioni ottiche rappresentano una risposta alla crescente domanda di trasmissione dati dallo spazio. Satelliti per osservazione della Terra, connettività, monitoraggio e sicurezza generano volumi di informazioni sempre più elevati, che devono essere trasferiti rapidamente e in modo affidabile.
I collegamenti laser consentono di trasmettere più dati rispetto ai sistemi radio tradizionali, riducendo interferenze e aumentando il livello di sicurezza. Questo aspetto è particolarmente importante in un contesto in cui lo spazio diventa sempre più strategico per servizi pubblici, infrastrutture critiche, applicazioni industriali e cooperazione internazionale.
HydRON punta a dimostrare capacità di trasmissione nell’ordine dei terabit al secondo e a integrare le reti ottiche spaziali con i sistemi in fibra già presenti a terra.
Dalla fibra terrestre alla fibra nello spazio
L’idea alla base di HydRON è creare una continuità tra infrastruttura terrestre e rete spaziale. Se oggi la fibra ottica rappresenta uno degli elementi portanti della connettività globale, ESA vuole estendere questo modello oltre l’atmosfera, costruendo una rete capace di collegare satelliti, orbite e stazioni a terra.
Questa architettura potrebbe rendere più veloce il trasferimento dei dati satellitari e aprire la strada a servizi in tempo reale per utenti diversi, dalle istituzioni alle imprese, fino alle applicazioni di monitoraggio e gestione delle emergenze.
Interoperabilità e competitività europea
Uno degli obiettivi centrali del progetto è l’interoperabilità. HydRON non punta soltanto a dimostrare la velocità delle comunicazioni laser, ma anche a verificare che tecnologie sviluppate da aziende diverse possano lavorare insieme all’interno di un’unica rete.
Questo passaggio è essenziale per rafforzare la competitività europea nel settore delle comunicazioni ottiche spaziali. La capacità di integrare hardware, servizi e piattaforme differenti permette di costruire sistemi più flessibili e resilienti, riducendo la dipendenza da soluzioni chiuse o isolate.
Secondo Laurent Jaffart, HydRON sarà la prima rete mondiale di comunicazioni ottiche multi-orbitali con capacità nell’ordine del terabit al secondo. L’obiettivo è offrire un trasferimento dati più resiliente ed efficiente, capace di rispondere alla necessità di connettività sicura, rapida e affidabile per più utenti.
HydRON Element 3: accesso ai dati in tempo reale
Per Kepler, HydRON Element 3 rappresenta una fase decisiva per testare l’interoperabilità su larga scala e abilitare l’accesso in tempo reale ai dati spaziali.
Mina Mitry, CEO e Co-Founder di Kepler, ha definito HydRON un’iniziativa chiave per far avanzare le comunicazioni ottiche sovrane e il trasporto dati ad alta capacità.
Il progetto sostiene anche l’obiettivo ESA di sviluppare un’infrastruttura di comunicazione spaziale resiliente e guidata dall’Europa, in grado di supportare le future esigenze di connettività.
Comunicazioni ottiche per spazio, aria e mare
Le evoluzioni future di HydRON potranno rispondere alle esigenze degli Stati membri ESA in diversi ambiti: comunicazioni ad alta velocità e sicure per applicazioni aeronautiche, piattaforme HAPS, settore marittimo e, nel lungo periodo, comunicazioni nello spazio profondo.
Harald Hauschildt, responsabile dell’Optical and Quantum Communication Office nell’ambito della linea di programma ESA ScyLight, ha sottolineato come HydRON Element 3 e le sue evoluzioni future siano pensate per rispondere a una domanda crescente di comunicazioni sicure e ad alta velocità in diversi domini operativi.
ESA e la nuova infrastruttura dati spaziale
Con HydRON, ESA prosegue il proprio percorso verso una nuova generazione di infrastrutture spaziali per la trasmissione dei dati. Il progetto si inserisce in una visione più ampia, in cui lo spazio non è soltanto fonte di dati, ma parte integrante delle reti digitali terrestri.
Le comunicazioni ottiche diventano così un elemento strategico per accelerare il trasferimento delle informazioni, migliorare la sicurezza dei collegamenti e costruire sistemi interoperabili tra satelliti, orbite e infrastrutture a terra.
La collaborazione con Kepler e con i partner europei segna un nuovo passo verso una rete spaziale più veloce, resiliente e capace di sostenere le esigenze future di connettività.
(Fonte: ESA)

















