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Intelligenza artificiale nella scuola: la sfida è formare chi educa

Intelligenza artificiale nella scuola: gli studenti la stanno già sperimentando. Perché questa familiarità diventi competenza, servono insegnanti preparati, regole chiare e percorsi accessibili oltre i confini nazionali.

Intelligenza artificiale nella scuola: dalla diffusione alla consapevolezza

L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana per la scuola: è già presente nel modo in cui molti studenti cercano informazioni, producono contenuti e affrontano i compiti. Il punto, quindi, non è stabilire se l’AI entrerà nelle aule, ma decidere come accompagnarne l’uso affinché rafforzi l’apprendimento, il pensiero critico e l’inclusione, senza escludere il ruolo insostituibile degli educatori.

Intelligenza artificiale nella scuola: il divario nella formazione

Una recente indagine commissionata da IBM e realizzata da Morning Consult su oltre 2.000 educatori e genitori negli Stati Uniti fotografa con chiarezza questa tensione. Nelle scuole secondarie l’utilizzo dell’AI è ormai frequente, ma gli strumenti, le competenze e le strutture di governance non stanno avanzando allo stesso ritmo. Il 76% degli educatori della scuola media e il 73% di quelli delle superiori riferiscono un impiego almeno settimanale dell’AI in classe; tuttavia, solo il 20% dichiara di avere ricevuto una formazione approfondita.

È un divario che riguarda l’intera comunità educante. Gli insegnanti indicano nella scarsità di formazione e sviluppo professionale il principale ostacolo alla diffusione dell’alfabetizzazione all’AI; i genitori chiedono maggiore trasparenza, indicazioni comprensibili e la possibilità di partecipare alle scelte. In altre parole, innovare non significa semplicemente introdurre una nuova tecnologia: significa costruire fiducia, responsabilità e capacità di giudizio.

I numeri confermano l’urgenza di questa situazione anche in Italia. Nel 2026 il 54,3% della popolazione italiana tra 16 e 74 anni disponeva di competenze digitali di base, mentre solo il 19,9% aveva utilizzato strumenti di AI generativa nei tre mesi precedenti. Tra i ragazzi dai 14 ai 19 anni, però, la quota saliva al 51,2%: oltre uno su due aveva già sperimentato queste tecnologie. Il dato rende evidente quanto sia importante che la scuola offra guida, metodo e strumenti critici, evitando che l’apprendimento avvenga in modo spontaneo, diseguale e privo di riferimenti.

Il ruolo di docenti e dirigenti nella trasformazione digitale

La responsabilità sociale di un’impresa tecnologica si misura anche qui: nella capacità di contribuire a ridurre il divario tra la velocità dell’innovazione e la possibilità concreta delle persone di comprenderla e usarla. Nella scuola questo significa mettere al centro docenti e dirigenti, perché sono loro a tradurre principi generali in pratiche quotidiane, a riconoscere i rischi e a costruire un dialogo con studenti e famiglie.

IBM K-12 AI Leaders: formare gli educatori all’AI

È in questa prospettiva che nasce negli Stati Uniti la borsa di studio IBM K-12 AI Leaders, un percorso di apprendimento professionale rivolto a sovrintendenti, dirigenti ed educatori. La prima edizione coinvolgerà circa cento professionisti dell’area di New York, offrendo conoscenze operative, confronto con esperti e strumenti per sviluppare policy e pratiche di adozione responsabile dell’AI.

Il programma statunitense nasce da un contesto specifico, ma la necessità di sviluppare competenze sull’AI non si ferma ai confini degli Stati Uniti. In Italia il tema è ormai al centro dell’agenda educativa. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha adottato linee guida per introdurre responsabilmente l’AI nelle scuole e ha avviato un piano per formare il personale scolastico e promuovereun uso consapevole e sicuro di queste tecnologie.

IBM SkillsBuild: corsi e strumenti gratuiti per docenti e studenti

IBM SkillsBuild mette gratuitamente a disposizione di docenti e studenti delle scuole superiori corsi, credenziali digitali, kit didattici e materiali pronti per la classe. Le risorse comprendono percorsi sull’AI come strumento didattico, sull’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale e sulle implicazioni etiche dell’AI generativa e alcuni sono disponibili anche in lingua italiana.

La piattaforma offre corsi gratuiti sull’AI e sulle tecnologie e si rivolge a studenti, adulti, scuole superiori, università ed educatori. Questo consente agli insegnanti di tutti i Paesi, Italia compresa, di accedere a opportunità flessibili e di adattarle al proprio contesto, ai curricula e alle esigenze delle comunità scolastiche.

Anche i docenti universitari possono trovare contenuti, supporto e strumenti per integrare competenze tecnologiche e di AI nei corsi, utilizzare l’intelligenza artificiale generativa nella pianificazione, nella didattica e nella valutazione, e aiutare gli studenti a collegare ciò che apprendono alle opportunità professionali.

Governare l’AI tra sicurezza, etica e pensiero critico

La scuola non ha bisogno di rincorrere ogni novità, ma di governare il cambiamento. Servono competenze per valutare l’affidabilità degli output, tutelare i dati, riconoscere i bias, prevenire plagio e dipendenza dagli strumenti e progettare attività in cui l’AI sostenga, e non impoverisca, la relazione educativa. Servono, inoltre, politiche condivise e un dialogo trasparente con le famiglie.

Gli orientamenti europei più recenti rivolti agli educatori insistono proprio su questo equilibrio: sfruttare i benefici dell’AI e dei dati, comprendendone al tempo stesso le implicazioni etiche, giuridiche e pedagogiche, nel rispetto del regolamento europeo sull’AI e del GDPR.

La formazione degli insegnanti come investimento nell’equità

Per questo, la formazione degli insegnanti non può essere considerata un intervento accessorio. È un investimento nell’equità: consente a più studenti, indipendentemente dalla scuola frequentata o dal territorio in cui vivono, di incontrare adulti capaci di guidarli verso un uso competente, sicuro e responsabile dell’intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale nella scuola: una sfida per il futuro

La sfida che abbiamo davanti non è soltanto tecnologica. È culturale e sociale. Se sapremo creare reti tra istituzioni, scuole, imprese e comunità educanti, l’AI potrà diventare uno strumento per ampliare le opportunità, personalizzare l’apprendimento e preparare i giovani a un mondo del lavoro in trasformazione. Ma il punto di partenza resta lo stesso, in Italia come negli Stati Uniti e negli altri Paesi: mettere chi insegna nelle condizioni di imparare, sperimentare e scegliere con consapevolezza.

IBM in Italia promuove da anni iniziative per diffondere competenze digitali e una conoscenza consapevole dell’intelligenza artificiale tra i giovani, affiancando le scuole. Programmi come NERD? e SkillsBuild for Girls e l’IBM AI Tour hanno raggiunto più di 100.000 studenti all’anno, approfondendo temi come l’evoluzione dell’AI, il suo utilizzo etico e l’importanza di sviluppare un approccio critico e responsabile alla tecnologia. Summer camp e workshop completano questo percorso formativo con attività pratiche dedicate alle nuove generazioni.

(Fonte: IBM)

Articolo di Filomena Floriana Ferrara

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