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Tomografia fotogrammetrica marina con geomatica non ortodossa

Tomografia fotogrammetrica marina: nuovo metodo Dual Imago per rilievo 3D dei fondali fino a 950 metri e aree alluvionate.

Introduzione alla tomografia fotogrammetrica marina

Descrizione di un metodo di prospezione e rilievo aerofotogrammetrico dei fondali marini profondi e delle aree alluvionate basato sull’uso di sensori e ottiche avanzate. La tomografia fotogrammetrica marina rappresenta il cuore di questa strategia, integrando hardware e algoritmi proprietari per il monitoraggio persistente massivo ed iperaccurato delle masse d’acqua marine ed oceaniche, dei ghiacciai e dei laghi.

La visione attraverso le masse d’acqua per il rilievo dei fondali e dei corpi immersi. Esempi applicativi del metodo Dual Imago nella scansione delle strutture subacquee in immersione profonda.

Tomografia fotogrammetrica marina: origini della ricerca e sviluppo tecnologico

A partire dal 2018, nel mio lavoro di geomatico, iniziai a occuparmi di dissesto idrogeologico, riqualificazione ambientale di siti contaminati e monitoraggio dei danni a seguito di eventi di piena di fiumi e torrenti. Durante i tre anni che seguirono, il reticolo idrico minore dei Piani d’Erba fu più volte scansionato con attrezzature progettate e costruite in autonomia, affiancate da strumenti come diversi laser scanner e una stazione totale robotizzata. Durante il processamento dei dati fotogrammetrici ottenuti con sensori ibridi, emersero i primi risultati della visione in introspezione delle masse d’acqua grazie al trattamento con codice proprietario. La piattaforma informatica di fotogrammetria, che chiamai Point_Mesh_Studio, operativa dal 2016, disponeva di codice in grado di processare ogni singolo pixel per estrarre informazioni non ottenibili attraverso gli strumenti commerciali di gestione del raster. Tuttavia la potenza di elaborazione e le catene ottiche utilizzate non consentivano di ottenere i risultati attesi a causa dell’impegno computazionale e dei processori grafici che non erano ancora in grado di gestire importanti flussi di dati. Mentre i dataset fotografici erano già di buon livello, la potenza di elaborazione non era ancora in grado di operare in tempo reale. La svolta è arrivata con l’avvento delle schede grafiche nel 2022.

Tomografia fotogrammetrica marina.
Fig.1: Scansione aerea della foce del torrente Lambrone nel Lago di Pusiano (CO). A sinistra, una foto pre-processata con la piattaforma Dual Imago. A destra una sovrapposizione della fotografia originaria con quella di scansione del fondale lacustre secondo i principi della tomografia fotogrammetrica ottica.

Dual Imago e la sfida dell’ambiente marino

I presupposti scientifici e le sfide affrontate per arrivare alla visione iperdefinita sottomarina ad elevatissima distanza e per il rilievo 3D-4D iperaccurato alla scala del centesimo di millimetro.

Tomografia fotogrammetrica marina.
Fig 2: Esempio di dataset catturato con Observer Aqua. Dicembre 2025. A sinistra la cattura del dato con attrezzatura disponibile in commercio in acque ricche di sedimento fine dove è evidente il problema del backscatter (nebbia luminosa). A destra l’evoluzione tecnologica del metodo brevettato Dual Imago, prima applicazione basata sui principi teorici della GNO (Geomatica Non Ortodossa) in ambiente marino.

La scansione profonda delle infrastrutture in immersione è stata un traguardo raggiunto dopo l’inizio del sodalizio con l’Ing. Orlando Pandolfi, coautore del brevetto Dual Imago e con trentennale esperienza nei rilievi e nelle missioni in mare. Dual Imago nasce a Carrara per dare soluzioni a problemi nel variegato mondo dei monitoraggi geotecnici che sorgono nella coltivazione di una cava di marmo. Tuttavia, l’uso del metodo in ambiente marino, come le criticità nella gestione della luce, hanno richiesto la costruzione di una specifica macchina basata su un progetto ambizioso sia nelle ottiche che nei principi costruttivi. La fotogrammetria subacquea è una disciplina estremamente complessa perché l’ambiente marino altera le leggi dell’ottica e della fisica su cui si basa la fotografia tradizionale terrestre ed aerea. Nonostante i grandi passi avanti fatti dall’intelligenza artificiale e dalla robotica autonoma, rimangono diverse sfide strutturali e l’applicazione di flussi di lavoro non convenzionali. L’acqua è un mezzo meno trasparente dell’aria: agisce come una lente complessa e un filtro selettivo in grado di azzerare a distanza di alcune decine di metri la maggior parte della radiazione luminosa. In realtà nell’ osservazione da distanze chilometriche degli ammassi rocciosi si incontrano fenomeni altrettanto complessi e sfidanti come i moti convettivi dell’aria che alterano la sua densità, la nebbia, la polvere, il fumo, la copertura vegetazionale e soprattutto la visione notturna in totale assenza di luce (fotogrammetria a zero lux a colori, di cui parleremo in un altro contributo).

Tomografia fotogrammetrica marina.
Fig 3: Esempio di dataset catturato con Observer_Aqua. Dicembre 2025. A sinista la cattura del dato con attrezzatura disponibile in commercio in acque ricche di sedimento fine dove è evidente il problema del backscatter (nebbia luminosa). A destra l’evoluzione tecnologica del metodo brevettato Dual Imago, prima applicazione basata sui principi teorici della GNO (Geomatica Non Ortodossa) in ambiente marino.

La luce attraversa l’acqua, lo schermo della custodia e l’aria interna prima di raggiungere il sensore attraverso un’ottica. Questo crea una distorsione geometrica non lineare. Abbiamo dovuto progettare materiali speciali in grado di superare queste criticità e spingerci a profondità fino a 300 metri con la possibilità di arrivare alle profondità abissali nel prossimo futuro.

Gli algoritmi di fotogrammetria lavorano con il presupposto che i raggi luminosi viaggino in linea retta. In acqua, la rifrazione devia i raggi e assorbe le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico in base alla profondità. Il rosso scompare nei primi metri, seguito dall’arancione e dal giallo.

La fotogrammetria iperdefinita subacquea a colori ha compreso come gestire questi problemi, sfruttando i principi già utilizzati nel Visual Remote Sensing, la fotogrammetria chilometrica in aria.

Anche le particelle in sospensione come il plancton e i sedimenti deviano la luce. La nostra tecnologia ha risolto il problema noto del backscatter, ossia la nebbia luminosa che si osserva quando si usano fonti di luce in mare riducendo drasticamente la visibilità. Questo ha consentito un miglioramento esponenziale della distanza di cattura del dato nitido in grado di essere utilmente processato con gli algoritmi Structure From Motion.

Tomografia fotogrammetrica marina.
Fig.4: Scansione dello Stretto di Malacca. Elaborazione scientifica e geomatica di un fotogramma satellitare reso disponibile dalla Nasa per scopi di ricerca scientifica non commerciale. A sinistra, la foto originale georeferenziata sulla mappa batimetrica. Al centro e a destra estrazione di informazioni dai pixels per la ricostruzione geomatica del fondale. La linea di navigazione rimane coerente come quella di maggiore profondità e restituisce, insieme alla batimetria, la coerenza del dato misurato con quello ottenuto col metodo Dual Imago. Si evidenzia che la restituzione presentata, priva del supporto hardware da noi progettato, raggiunge una efficienza del 10% rispetto a quella raggiungibile dalla combinazione algoritmica con le nostre macchine.

Observer Aria e Observer Aqua

L’acqua è una lente complessa ed un filtro selettivo: è questa la premessa utilizzata per giungere alla soluzione della visione nel mare in immersione a grandissima distanza e dall’aria all’interno delle masse d’acqua.

Partendo da questo concetto, abbiamo sviluppato due tipologie di strumenti: Observer Aria ed Observer Aqua, governati dallo stesso metodo di scansione fotogrammetrica. Il primo è strutturalmente simile a quello utilizzato nel monitoraggio geotecnico iperaccurato, che raggiunge la stessa qualità metrologica del dato in nuvola densa sulle infrastrutture presenti in immersione. Nella GNO (Geomatica Non Ortodossa) riusciamo a vedere attraverso la materia con diversi metodi: è questa esperienza, fatta di progettazione hardware e software che ci ha permesso di costruire la versione sottomarina dello strumento fotogrammetrico, superando le criticità illustrate nel paragrafo precedente. D’altro canto se la massa d’acqua è al contempo una lente complessa ed un filtro selettivo, allora la strategia è ridurre al massimo l’imperfezione della lente attraverso metodi fisici ed algoritmi di gestione della luce in grado di estrarre informazioni nitide sui corpi immersi nel mare, anche a profondità elevate. I test hanno validato profondità fino a 170 metri in condizioni reali, con potenziale estensione fino a 950 metri sotto il livello del mare. In questo contesto, la tomografia fotogrammetrica marina dimostra la propria superiorità rispetto ai metodi ottici tradizionali, permettendo una lettura geomatica delle masse sommerse anche da grandi altezze e orbite satellitari.

(Baia nel continente americano, vedi figura 6, ma che possono spingersi con adeguate strategie di scansione fino a 950 metri di profondità sorvolando da notevole altezza il corpo d’acqua, fino alle orbite satellitari).

Schema moto ondoso in sezione.
Fig.5: Schema di lavoro della tecnica di tomografia ottica che consente l’osservazione dei corpi in immersione e il rilevamento dei fondali fino alla profondità massima di 950 metri sotto il livello del mare. L’altezza di osservazione può spaziare dai 150 metri ai 700km (orbite satellitari) avendo come riferimento il livello medio del mare.
Visual remote sensing.
Fig.6: Scansione dello Golfo di Napoli. Elaborazione scientifica e geomatica di un fotogramma catturato dalla Stazione Spaziale Internazionale reso disponibile dalla Nasa. A sinistra, la foto originale rielaborata per l’estrazione dell’ambiente costruito. Al centro e a destra estrazione di informazioni dai pixels per la ricostruzione geomatica del fondale. Il metodo Dual Imago restituisce estremo dettaglio grazie all’uso di Observer: tuttavia gli algoritmi di elaborazione riescono in ogni caso a restituire informazioni dai fotogrammi, anche se a bassa risoluzione a distanza di alcune centinaia di chilometri.

Tomografia fotogrammetrica marina: applicazioni in aree alluvionate

La scansione aerea delle aree alluvionate per la restituzione di rilievi in attraversamento delle masse d’acqua con carico elevato di materiale in sospensione.

L’approccio nella scansione delle acque cariche di sedimento è reso possibile grazie alla gestione del backscattering con tecnica proprietaria divisa in due stadi. Nel primo stadio, a bordo del velivolo, Observer è attrezzato con tecnologia strumentale ottimizzata per restituire in tempo reale la visione introspettiva al di sotto della massa di allagamento. Il velivolo trasmette i dati per valutazioni dove il tempismo diventa cruciale. Nel secondo stadio il processamento attraverso la piattaforma proprietaria Dual Imago migliora sensibilmente gli strati informativi, aggiungendo potere di introspezione ancora più spinto laddove occorra eseguire il rilievo con produzione di nuvole dense. La lettura dei dati del sensore e la sua conversione in strati informativi consente la creazione delle nuvole dense n-dimensionali.

Alluvionato.
Fig.7: Scansione di aree alluvionate coperte da acqua ricca di sedimento in sospensione. In alto la foto aerea, in basso l’estrazione del terreno sottostante l’allagamento. Caso d’uso della tomografia fotogrammetrica ottica. Il risultato ottenuto è ciò che la macchina restituisce a bordo del velivolo.
Tomografia fotogrammetrica marina: tomografia ottica.
Fig.8: Scansione di specchi d’acqua sotto la coltre nuvolosa. Sopra, una foto ottenuta dal rilievo satellitare. Sotto la restituzione ottenuta con Dual Imago senza l’uso dell’hardware di supporto Observer. Fonte della foto satellitare: Nasa.
Fondale.
Fig.9: Scansione del fondale di una Baia del continente americano. Profondità variabile da 50 a 180 metri in acque prive di trasparenza. Lo strato informativo della superficie del mare è stato omesso in ossequio alle clausole di non divulgazione.

Fig.10: Scansione profonda degli oceani. Il metodo Dual Imago offre quello che gli autori chiamano sonar visuale: l’introspezione profonda del mare, dei suoi fondali e la corretta estensione delle masse sommerse degli iceberg. L’uso di strumentazione hardware proprietaria, associata ai codici sviluppati nella piattaforma di elaborazione e visualizzazione consentirebbero una maggiore introspezione che può trasformare l’acqua in una matrice significativamente più permeabile all’osservazione diretta.

Articolo di Nicola Santoro

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