Terremoto Fosdinovo oggi 25 marzo 2026: scossa di magnitudo 4.0. Analisi delle cause geologiche.
Terremoto Fosdinovo: le cause geologiche
Nella mattinata del 25 marzo 2026, alle ore 08.13 italiane, i sismografi dell’INGV hanno registrato un terremoto di magnitudo 4.0 a 11 km di profondità a circa 3 km in direzione NE da Fosdinovo, in provincia di Massa e Carrara (vedi l’immagine 1). Molte persone hanno avvertito il sisma e non si segnalano feriti. Alcune amministrazioni locali segnalano di aver evacuato scuole ed edifici per consentire la verifica di eventuali danni. Un terremoto di magnitudo 4.0 rientra tra i terremoti moderati: generalmente non provoca gravi danni, ma può essere chiaramente avvertito dalla popolazione, soprattutto se superficiale come in questo caso. Infatti, la profondità di circa 10-11 km ha reso la scossa più percepibile, con segnalazioni di un vero e proprio “boato” avvertito da numerosi testimoni.

La geologia dell’area
L’epicentro del terremoto si colloca nella fossa tettonica della Lunigiana, un’area dell’Appennino settentrionale caratterizzata da uno sprofondamento della crosta terrestre, simile a una valle, formatasi per l’azione di sistemi di faglie. Questa struttura, detta graben, si origina a causa di forze distensive, cioè forze che allungano la crosta terrestre provocandone la fratturazione. In questo contesto, la Lunigiana rappresenta il blocco ribassato, mentre le Alpi Apuane risultano relativamente sollevate. Il terremoto di magnitudo 4.0 registrato a Fosdinovo è direttamente collegato a questo sistema tettonico. In particolare, come riportato dal catalogo ITHACA, il database delle faglie attive e capaci, cioè in grado di generare terremoti, curato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), mostra la presenza di una faglia localizzata proprio in corrispondenza dell’epicentro del sisma, che prende il nome di faglia di Fosdinovo (vedi l’immagine 2). L’area, inoltre, non è nuova a fenomeni sismici: nel 1920 un potente terremoto di magnitudo 6.5 colpì la regione, rappresentando l’evento più forte mai registrato in Toscana, nonché quello con il più alto numero di vittime del Novecento nella stessa regione.

Terremoto Fosdinovo: non è un evento isolato
Questa faglia è stata responsabile di diversi terremoti in epoca storica, tra cui quelli del 1767, 1837, 1902, 1928, 1962 e 1995, con magnitudo fino a circa 5.0 della scala Richter, come riportato nel catalogo ITHACA. Essa delimita uno dei margini della fossa della Lunigiana ed è parte attiva del sistema distensivo dell’Appennino settentrionale. Il terremoto di magnitudo 4.0 a Fosdinovo non rappresenta quindi un evento isolato, ma si inserisce in un quadro geologico ben definito: quello della fossa tettonica della Lunigiana, controllata da faglie attive come la faglia di Fosdinovo. Questi eventi costituiscono la manifestazione superficiale di processi profondi che continuano a modellare l’Appennino. Anche scosse di moderata entità, come quella odierna, sono quindi fondamentali per comprendere la dinamica attuale della crosta terrestre in questa regione.
Fonti
G. Molli, L. Torelli, F. Storti, The 2013 Lunigiana (Central Italy) earthquake: Seismic source analysis from DInSar and seismological data, and geodynamic implications for the northern Apennines. A discussion, Tectonophysics, Volumes 668–669, 2016, Pages 108-112, ISSN 0040-1951, https://doi.org/10.1016
Articolo di Carmine Magri
















