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Modelli climatici: l’estate che verrà

Modelli climatici NEX-GDDP-CMIP6 NASA: analisi dei giorni estremamente secchi e piovosi in Italia per valutare siccità e rischio idrogeologico.

Hotspot del Mediterraneo

Il bacino del Mediterraneo è riconosciuto dalla comunità scientifica https://esd.copernicus.org/articles/13/321/2022/ come uno dei principali climate change hotspot a scala globale. In questa regione, il riscaldamento globale non si manifesta solo attraverso un aumento delle temperature medie, ma soprattutto tramite una crescente estremizzazione del ciclo idrologico, con estati progressivamente più secche intervallate da episodi di precipitazione breve ma intense. Nel contesto italiano, questa dinamica si traduce in una co-esistenza di siccità prolungate e piogge estreme, spesso concentrate in pochi giorni. L’aumento della frequenza dei giorni estremamente secchi durante l’estate contribuisce ad accentuare lo stress idrico su ecosistemi, agricoltura e risorse idriche, mentre la presenza di eventi estremamente piovosi, anche se meno frequenti, incrementa il rischio di alluvioni improvvise, frane ed erosione del suolo, soprattutto in territori orograficamente complessi e urbanizzati.

Proiezioni da modelli climatici

Le proiezioni climatiche ad alta risoluzione, come quelle fornite dai modelli NEX-GDDP-CMIP6 (NASA Earth eXchange Global Daily Downscaled Projections – Coupled Model Intercomparison Project Phase 6) https://developers.google.com/earth-engine/datasets/catalog/NASA_GDDP-CMIP6?hl=it#description permettono di analizzare non solo le variazioni totali delle precipitazioni, ma anche i cambiamenti nella distribuzione degli eventi estremi, un aspetto cruciale per la pianificazione dell’adattamento climatico. In questo senso, la combinazione di indicatori di eventi estremamente secchi e piovosi rappresenta uno strumento utile per supportare strategie di gestione del rischio climatico, in particolare nei settori della protezione civile, della gestione delle risorse idriche e della prevenzione degli incendi boschivi.

Modelli climatici: gli scenari degli eventi estremi

Gli scenari degli eventi di precipitazione estremamente scarse e delle precipitazioni estremamente intense (vedi mappe) durante la stagione estiva (giugno–luglio–agosto, JJA) per il periodo 2020-2026 sono stati elaborati utilizzando i dati climatici giornalieri NEX-GDDP-CMIP6, con una risoluzione spaziale di 0,25° × 0,25°, nell’ambito delle attività formative del NASA Applied Remote Sensing Training Program (ARSET) https://www.earthdata.nasa.gov/learn/trainings/assessing-extreme-weather-statistics-using-nasa-earth-exchange-global-daily . Questi eventi sono stati identificati applicando il 10° e il 90° percentile alle precipitazioni giornaliere estive dell’intero periodo di riferimento: un giorno viene classificato come estremamente secco e piovoso quando il valore di precipitazione giornaliera risulta inferiore (secco) e superiore (piovoso) a tale soglia. Per ogni cella di griglia sono rappresentati il numero medio di giorni estremamente secchi e piovosi per estate, evidenziando le aree maggiormente esposte a condizioni di deficit pluviometrico persistente e aree in cui si concentra una maggiore frequenza di eventi intensi, potenzialmente associati a allagamenti, dissesto idrogeologico ed erosione del suolo. I grafici mostrano l’andamento temporale della frequenza media dei giorni estremamente secchi (precipitazione < 10° percentile) e l’evoluzione temporale della frequenza dei giorni con precipitazioni estremamente intense (precipitazione > 90° percentile) sempre per il periodo 2020-2026 e consente di valutare la variabilità interannuale degli eventi di siccità estiva e l’eventuale presenza di tendenze, nonché l’aumento o la diminuzione della frequenza degli eventi estremi, offrendo informazioni complementari utili per il confronto tra anni consecutivi. Si badi che quanto si osserva nelle mappe degli eventi (giorni estremamente secchi e intensamente piovosi) non è una previsione meteorologica, ma l’orizzonte finale di una proiezione climatica a breve termine, una stima statistica del comportamento atteso di uno specifico scenario di eventi estremi/intensi (secco e umido) ed è un riferimento utile per valutare tendenze e segnali emergenti, ma non singoli eventi reali.

Dagli scenari climatici agli strumenti operativi

Dal punto di vista climatologico, gli indicatori analizzati risultano particolarmente rilevanti per la valutazione del potenziale stress idrico, della siccità agricola e dell’aumento del rischio di incendi boschivi e/o vegetazionali, soprattutto nei contesti del Sud Italia, dove gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una crescente stagionalità delle precipitazioni estive. In queste aree, periodi prolungati di assenza di pioggia tendono sempre più spesso ad alternarsi a episodi di precipitazione intensa e concentrata, con effetti significativi sugli ecosistemi, sulla gestione del territorio, ma soprattutto sulle riserve idriche. In questo quadro si inserisce il progetto WebGIS open data “SiccITàLY” https://www.satmonitoring.it/webgis , che mira a integrare indicatori climatici e ambientali derivati da dati satellitari e modelli climatici, con l’obiettivo di fornire una lettura spazio-temporale coerente dei fenomeni di siccità e degli estremi idro-climatici. L’analisi congiunta della frequenza dei giorni estremamente secchi e di quelli estremamente piovosi consente infatti di cogliere non solo le variazioni nei totali di pioggia, ma soprattutto i cambiamenti nella distribuzione e nell’intensità degli eventi, aspetti chiave nella valutazione degli impatti dei cambiamenti climatici nell’intero bacino mediterraneo.

Articolo di Vito L’Erario

 

 

Modelli climatici NEX-GDDP-CMIP6 NASA: analisi dei giorni estremamente secchi e piovosi in Italia per valutare siccità e rischio idrogeologico.
Analisi dei giorni estremamente secchi.
analisi dei giorni estremamente secchi e piovosi: modelli climatici.
Analisi dei giorni piovosi.
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