Le Google photorealistic 3D maps approdano su ArcGIS online, rivoluzionando completamente il modo di vedere ed usare i GIS.
Se lavori con il GIS e ami il 3D, probabilmente questa è una di quelle notizie che ti fanno sorridere davanti allo schermo o saltare sulla sedia, cosi come è accaduto alla sottoscritta, quando tra una sessione di lavoro e l’altra si è trovata davanti questa notizia.
Ora, immagina di aprire una scena 3D in ArcGIS Online, aggiungere una basemap… e trovarti davanti una città intera ricostruita in tre dimensioni, con edifici, strade e morfologia urbana riprodotti in modo incredibilmente realistico. Ecco ora non dovrai immaginarlo più, perché è completamente possibile.
Non sto parlando di impronte di edifici estrusi, modelli semplificati, forme geometriche stilizzato. Ma di una vera mesh tridimensionale fotorealistica del mondo reale.
L’ecosistema GIS si arricchisce con il 3D
È esattamente quello che succede oggi grazie all’arrivo delle Google Photorealistic 3D Basemaps, che portano dentro l’ecosistema GIS una delle ricostruzioni tridimensionali del pianeta più avanzate mai realizzate. Ma questa novità non è comparsa dal nulla.
È il risultato di un percorso iniziato circa un anno fa e costruito attraverso una serie di passaggi chiave che hanno progressivamente avvicinato il mondo di Esri e quello di Google. Ripercorriamo insieme, in breve, l’incredibile percorso che in meno di un anno dal suo primo annuncio ha portato ad una democratizzazione del dato 3D.
Il primo segnale arriva il 10 marzo 2025, quando durante la Esri Partner Conference viene annunciata ufficialmente la collaborazione tra Esri e Google Maps Platform.
L’obiettivo è stato ufficializzato e chiarito fin da subito: portare all’interno della piattaforma ArcGIS i Photorealistic 3D Tiles di Google, consentendo alla comunità GIS di utilizzare una rappresentazione tridimensionale estremamente realistica del mondo reale come contesto per analisi, applicazioni e visualizzazioni geospaziali.
I dataset sviluppati da Google includono modelli tridimensionali ottenuti da immagini aeree e tecniche avanzate di ricostruzione fotogrammetrica. Il risultato è una rappresentazione continua delle città, capace di descrivere edifici, infrastrutture e morfologie urbane con un livello di dettaglio molto elevato. Già all’epoca dell’annuncio si parlava di una copertura impressionante: oltre 2.500 città distribuite in circa 49 paesi.
ArcGIS pro 3.6 x Google photorealistic 3D maps
Durante il 2025 la tecnologia inizia a comparire progressivamente nell’ecosistema ArcGIS.
Nel secondo trimestre dell’anno gli utenti più curiosi e tecnici potevano già sperimentarla tramite API di Google all’interno di ArcGIS Pro 3.5, integrando manualmente le 3D Mesh nelle scene 3D. Un playground perfetto per i più nerd del GIS, che potevano già intuire le potenzialità di questo nuovo livello di realismo.
A fine 2025 arriva un passo importante: con ArcGIS Pro 3.6 le Google Photorealistic 3D Tiles diventano accessibili direttamente nell’ambiente desktop, entrando a far parte del workflow 3D della piattaforma.
Ma il vero salto di scala arriva nel 2026
Con il rilascio ufficiale su ArcGIS Online, le mesh tridimensionali diventano finalmente disponibili direttamente nella Basemap Gallery, pronte per essere utilizzate nelle scene web senza configurazioni particolari. Questo cambia tutto.
Cambia soprattutto il modo di fruire del dato 3D. La sua implementazione nel GIS Online di Esri amplifica ulteriormente non solo il suo valore nelle analisi geospaziali, ma anche il suo valore come strumento dal forte impatto comunicativo. Questo supera qualsiasi sforzo di astrazione necessario e porta l’utente in una dimensione che potremmo quasi definire di realtà virtuale.
Ripercorriamo per punti l’evoluzione che ha portato fino ad oggi:
• Marzo 2025 – Esri annuncia la partnership con Google Maps Platform per l’implementazione delle Google Photorealistic 3D
• Maggio 2025 – Le 3D Tiles diventano accessibili tramite API in ArcGIS Pro 3.5
• Fine 2025 – Arriva la beta della basemap 3D fotorealistica direttamente dentro ArcGIS Pro 3.6
• Marzo 2026 – Le Google Photorealistic 3D Basemaps arrivano ufficialmente su ArcGIS Online
Come Google costruisce le città 3D fotorealistiche
Dietro queste basemap c’è un processo tecnologico molto sofisticato. Le Google Photorealistic 3D Basemaps sono il risultato della combinazione di acquisizione massiva di immagini aeree, fotogrammetria automatizzata e modellazione 3D su larga scala. Il processo parte dalla raccolta di enormi quantità di immagini aeree ad alta risoluzione, spesso acquisite con fotografie oblique. Questo tipo di immagini permette di catturare non solo i tetti degli edifici ma anche le loro facciate. Le immagini vengono poi elaborate tramite algoritmi di fotogrammetria come Structure from Motion e Multi‑View Stereo, che consentono di ricostruire la geometria tridimensionale delle città generando una dense point cloud. Da questa nuvola di punti viene poi creata una mesh tridimensionale continua, sulla quale vengono proiettate le texture fotografiche originali per ottenere il risultato fotorealistico.
Google photorealistic 3D maps: perché si parla di 3D Tiles
C’è un problema però che conosco bene tutti coloro che lavorano nel settore della reality capture. Ovvero, lo sforzo computazionale e di memoria che un modello 3D necessita. Un modello tridimensionale di una città può pesare centinaia di gigabyte, per questo viene utilizzato lo standard 3D Tiles, pensato per lo streaming di grandi dataset tridimensionali. Il modello viene suddiviso in piccoli blocchi chiamati tiles, caricati dinamicamente mentre l’utente naviga la scena. In questo modo solo le parti necessarie vengono scaricate e visualizzate, mantenendo fluida l’esplorazione anche di città molto estese.
Non una nuova dimensione per il GIS, ma una nuova percezione
Per anni il GIS ha raccontato il territorio soprattutto attraverso mappe bidimensionali, poi ha iniziato ad abbracciare sempre di più il tridimensionale, sposando la sua tecnologia geospaziale con quella ingegneristica del BIM e del Digital Twin. Ma nonostante ciò, per molto tempo la terza dimensione è continuata a rimanere prerogativa dei grandi studi di progetti di reality capture.
Oggi però qualcosa sta cambiando. Con l’arrivo delle mesh fotorealistiche globali, la cartografia digitale si avvicina sempre di più a una rappresentazione immersiva dello spazio reale e ad una democratizzazione del dato tridimensionale.
Non è solo una questione estetica, ma anche comunicativa. Avere città tridimensionali realistiche come basemap significa poter comprendere meglio il rapporto tra dati, spazio e infrastrutture. Comunicare al meglio i rischi e i bisogni di un territorio. Comunicare i fenomeni complessi in modo più immediato. Stiamo iniziando a osservare il pianeta attraverso una nuova interfaccia geografica che ha l’obiettivo di portare il virtuale sempre più a servizio del reale.
(Articolo di Silvia Ilacqua)
Bibliografia:



















