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Cosa è il GIS: dopo questa intervista lo vedrai ovunque

Se non sai cos’è il GIS, leggi questa intervista a Dean Angelides e ti si aprirà un mondo (letteralmente)

Cosa è il GIS?

"GIS is not just a software. It’s a way to approach problems".

Il GIS non è solo un software: è un modo di affrontare i problemi.

Quando Dean Angelides, Managing Director International di Esri, lo dice, non sta semplificando. Sta ridefinendo completamente il modo in cui dovremmo guardare a questa tecnologia.

L’intervista che cambia il tuo modo di vedere i GIS

Se non sai cos’è il GIS, leggi questa intervista a Dean Angelides e ti si aprirà un mondo (letteralmente).

GeoSmart Magazine tiene la rotta della comunicazione geospaziale e lo scorso venerdì 24 aprile ha lanciato il suo primo vodcast, con una rubrica dal titolo “un boss in salotto”. Un vodcast è la versione video di un podcast, combinando l’audio con una componente visiva. Può essere visto, ma anche solamente ascoltato. In questo modo, geosmart magazine vuole avvicinarsi ancora di più al pubblico e alla sua community per divulgare la cosiddetta “scienza del dove”.

La prima puntata vuole partire dalle radici e il tema è tanto tecnico quanto attuale: cos’è davvero il GIS e perché oggi è così centrale.

A raccontarlo è Dean Angelides, Managing Director International di Esri USA, in una conversazione che va ben oltre la definizione di una tecnologia e tocca il modo in cui interpretiamo il mondo.

Cos’è il GIS?

La domanda è semplice, ma la risposta apre a una visione molto più ampia.

“GIS significa Geographic Information System. È una combinazione di hardware, software, dati, persone e processi.”

Non solo uno strumento, quindi, ma un ecosistema.

Un sistema che nasce per risolvere problemi concreti, mettendo insieme elementi diversi e trasformandoli in conoscenza.

E soprattutto, un sistema che parte da un presupposto fondamentale: la geografia come chiave di lettura della realtà.

Da tecnologia per esperti a strumento diffuso

Nel corso dell’intervista emerge chiaramente un cambiamento radicale.

“All’inizio era un sistema per tecnici e professionisti. Oggi è accessibile anche a studenti e persone senza background scientifico.”

Negli ultimi vent’anni, il GIS ha smesso di essere uno strumento di nicchia per diventare una tecnologia trasversale.

Una trasformazione che riflette un bisogno crescente: capire sistemi sempre più complessi.

Il GIS come approccio: non solo tecnologia

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il cosiddetto geographic approach.

“Non è solo software. È un modo di affrontare i problemi.”

Dean descrive un processo preciso:

“Misuriamo, analizziamo, visualizziamo. Poi creiamo modelli, sviluppiamo scenari e prendiamo decisioni.”

Un ciclo continuo che non si ferma alla teoria:

“Agiamo, osserviamo i risultati e ricominciamo.”

È questo approccio che trasforma il GIS in uno strumento strategico.

Cos’è il GIS: capire le connessioni

Il punto centrale è forse questo:
il GIS serve a capire le relazioni.

“Tutte queste cose sono più interconnesse che mai.”

Clima, ambiente, città, economia: tutto è collegato.

E il GIS permette di vedere queste connessioni in modo chiaro.

“Portare tutte le parti insieme per vedere il tutto: è questo che crea comprensione.”

Una visione che supera l’analisi dei singoli dati e arriva a una lettura sistemica della realtà.

Dalle foreste ai modelli decisionali

Dean porta anche un esempio personale, legato alla sua formazione in ambito forestale.

“Lavoravo nella gestione delle foreste. Raccoglievamo dati e costruivamo modelli per prendere decisioni migliori.”

Il GIS diventa così uno strumento concreto per gestire le risorse, migliorare la sostenibilità e supportare decisioni operative.

Ma non solo.

“Ci ha permesso di mettere in discussione il ‘buonsenso’ tradizionale.”

Un passaggio chiave: il GIS non conferma le intuizioni, le mette alla prova.

Il valore della collaborazione

Nel racconto emerge anche un altro aspetto fondamentale: la collaborazione.

“Permette di lavorare insieme in modi che prima non erano possibili.”

Il GIS diventa un linguaggio comune tra discipline diverse.

“Porta le differenze al tavolo e le trasforma in valore.”

Un concetto che si riflette anche nelle community e negli eventi del settore, dove il confronto diretto resta insostituibile.

Tecnologia e natura: un equilibrio possibile

L’intervista si sposta poi su un piano più personale.

Dean racconta il legame tra tecnologia e vita all’aria aperta.

“La mia formazione è nella gestione forestale. Ho iniziato lavorando nella natura.”

Un’esperienza che ha influenzato profondamente il suo approccio.

“Stare nella natura ti insegna a vedere connessioni e relazioni.”

Anche il rapporto con gli animali diventa una fonte di apprendimento:

“Ti insegnano a essere sensibile all’ambiente.”

Un messaggio chiaro: la tecnologia non è separata dalla realtà, ma nasce da essa.

Cos’è il GIS: la tecnologia del futuro

Guardando avanti, Dean non ha dubbi.

“Il GIS diventerà una parte critica del nostro futuro.”

Le sfide globali sono sempre più complesse.

“Trovare soluzioni sta diventando più difficile.”

E proprio per questo servono strumenti capaci di integrare dati, scenari e decisioni.

Una nuova prospettiva sul mondo

Ci lascia alla fine dell’intervista con un’idea forte.

Il GIS non è solo uno strumento.

È un modo di vedere.

“Ha cambiato il modo in cui vedo il mondo.”

E forse è proprio questo il suo valore più grande.

In un’epoca in cui tutto è connesso, avere gli strumenti per capire queste connessioni non è solo utile.

È essenziale.

Ascolta o guarda il nostro vodcast

L’intervista è condotta in inglese, ma puoi tradurla in tempo reale su youtube.

Qui di seguito i link al vodcast su Yuotube e Spotify.

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