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Patrimonio digitale 4.0: simposio Firenze 2026

Scopri il simposio Digital Ecosystems for Heritage 4.0 a Firenze: AI, Digital Twin e innovazione per il patrimonio culturale e digitale 4.0.

Digital Ecosystems for Heritage 4.0: a Firenze il futuro del patrimonio culturale

Nel 2026 parlare di patrimonio culturale, materiale e immateriale, significa confrontarsi con una trasformazione senza precedenti. Tecnologie come intelligenza artificiale, digital twin, piattaforme cloud e infrastrutture dati FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) stanno ridefinendo approcci, strumenti e responsabilità nei processi di documentazione, interpretazione e conservazione, in linea con le nuove agende su sostenibilità, gestione del rischio e innovazione responsabile.

È in questo scenario che si inserisce Digital Ecosystems for Heritage 4.0, il simposio internazionale in programma a Firenze dal 26 al 28 agosto 2026, promosso dal progetto CHEDAR – Cultural Heritage Digitalization and Resilience, con il supporto di ICOMOS Italia e CIPA Heritage Documentation. L’iniziativa riunisce due conferenze di riferimento, GEORES – Geomatics and Restoration e Archeologica 2.0, già affiancate nell’edizione di Valencia 2021, rilanciandole oggi all’interno di una visione più ampia e strategica orientata allo sviluppo di un ecosistema digitale sostenibile per il patrimonio.

Un ecosistema digitale per il patrimonio digitale 4.0

Il concetto di “ecosistema digitale” proposto dal simposio supera l’idea di digitalizzazione come operazione isolata. Il patrimonio viene interpretato come un sistema dinamico e relazionale, in cui dati, modelli, sensori e piattaforme immersive concorrono a generare valore culturale, operativo e sociale.

In questo contesto, i Digital Twin non sono semplici modelli tridimensionali, ma sistemi evolutivi e aggiornabili, capaci di simulare scenari di rischio, supportare processi decisionali e abilitare nuove forme di accesso e fruizione. Ne derivano questioni centrali per il settore: la tracciabilità e verificabilità dei processi digitali, l’integrazione dell’automazione nei flussi di lavoro, e la definizione di nuove competenze per la gestione di modelli predittivi e data-driven.

Le aree tematiche

Il programma si articola in cinque ambiti principali:

  • AI, governance e futuri critici del patrimonio: affidabilità, bias, diritti digitali e responsabilità
  • Digital Twin e realtà computazionali: interoperabilità, sostenibilità ed evoluzione della modellazione oltre il 3D
  • Patrimonio a rischio: monitoraggio, diagnostica e strategie di resilienza
  • Musei post-digitali: accessibilità, ambienti XR e nuove forme di esperienza
  • Competenze per Heritage 4.0: formazione, nuove professionalità e trasmissione del sapere

Patrimonio ditigale 4.0: sessioni speciali

Il simposio include inoltre due sessioni speciali dedicate a contesti di particolare rilevanza.

La prima, focalizzata sull’Arno e sul 60° anniversario dell’alluvione del 1966, propone una riflessione sul rapporto tra memoria, documentazione digitale e gestione del rischio, esplorando strumenti di modellazione, monitoraggio e valorizzazione della memoria storica.

La seconda è dedicata alle regioni arabe e mediterranee, considerate come un laboratorio per l’applicazione di ecosistemi digitali in contesti fragili e complessi. L’attenzione è rivolta a documentazione, resilienza, rischi climatici e cooperazione transnazionale, con contributi sviluppati nell’ambito del progetto CHEDAR.

Call for papers e scadenze

È aperta la call for papers del simposio, con il seguente calendario aggiornato:

  • 26 aprile 2026: invio degli extended abstract
  • 08 giugno 2026: notifica delle revisioni
  • 10 luglio 2026: consegna dei contributi finali (camera-ready)

Gli extended abstract accettati verranno sviluppati in contributi completi (camera-ready) e saranno pubblicati nella collana scientifica Springer Communications in Computer and Information Science (CCIS). Sono inoltre previste sessioni speciali con opportunità di pubblicazione su riviste di settore, tra cui ANANKE e Virtual Archaeology Review (VAR).

Tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale del convegno:
https://digitalecosystems4h.org/

Il ruolo del progetto CHEDAR

Il simposio si inserisce nel percorso del progetto CHEDAR, nato nell’ambito del programma Expo 2020 Dubai Legacy e presentato a Expo 2025 Osaka. L’esperienza giapponese ha rappresentato un passaggio strategico, evidenziando alcune priorità: lo sviluppo di modelli interoperabili tra dati e piattaforme, la definizione di standard condivisi e l’introduzione di protocolli di certificazione per garantire affidabilità e trasparenza nei processi digitali.

Parallelamente, emerge l’esigenza di rafforzare la cooperazione internazionale, in particolare nel contesto mediterraneo, sia per la condivisione di metodologie sia per la gestione coordinata dei siti esposti a rischi climatici e geopolitici.

Per approfondimenti sul progetto:
https://chedarproject.org/

Verso un’infrastruttura culturale permanente

Guardando oltre il 2026, CHEDAR si configura come una vera e propria infrastruttura culturale, con sviluppi che includono la creazione di un osservatorio permanente sul patrimonio digitale, una piattaforma avanzata per la formazione continua e una rete euro-mediterranea di musei e istituzioni per la sperimentazione di modelli immersivi e sistemi di gestione integrati basati su Digital Twin.

In questa prospettiva, Digital Ecosystems for Heritage 4.0 non è soltanto un evento scientifico, ma uno spazio di co-progettazione tra ricerca, governance, istituzioni culturali e professioni.

Scopri il simposio Digital Ecosystems for Heritage 4.0 a Firenze: AI, Digital Twin e innovazione per il patrimonio culturale e digitale 4.0.

Patrimonio digitale 4.0: Firenze come piattaforma di convergenza

L’edizione 2026 segna una fase evolutiva per il settore: Firenze si propone come piattaforma di convergenza tra discipline, tecnologie e politiche del patrimonio. GEORES e Archeologica 2.0 tornano insieme non come semplice evento congiunto, ma come parte integrante di una visione che punta a costruire una cultura del dato, della responsabilità digitale e dell’innovazione sostenibile.

In questo senso, il simposio rappresenta un momento di sintesi e al tempo stesso l’avvio di un percorso condiviso verso un nuovo paradigma del patrimonio culturale nell’era dell’intelligenza artificiale.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti:
https://digitalecosystems4h.org/

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YouTube: https://www.youtube.com/@ChedarProject

Instagram: https://www.instagram.com/chedarproject/

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VIDEO PROMO 45 SECONDI: https://youtu.be/QdPAFAbZ1P8?si=Er8hlkfnU_ofCst9

(Fonte: Università di Firenze – Digital Ecosystems for Heritage 4.0)

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