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Innovazione in Italia: scenari e prospettive

Innovazione in Italia scenari e prospettive. Il nostro Paese negli ultimi anni è stato protagonista in diversi programmi a livello nazionale ed europeo, atti a favorire la crescita di una maggiore cultura e sviluppo dell’innovazione.

L’innovazione in Italia, Impresa 4.0 e PNRR

Già nel 2016, infatti, anno in cui venne avviato il Piano Nazionale Industria 4.0 (Impresa 4.0), il Paese è stato protagonista di un grande progetto nazionale con l’ambizioso obiettivo di incentivare lo sviluppo, in particolare attraverso il settore delle PMI (piccole e medie imprese), con incrementi sugli investimenti innovativi mediante incentivi e puntuali direttrici, così da poter favorire lo sviluppo di competenze nel tessuto imprenditoriale.

Nel 2021 l’Italia ha avviato Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per rilanciarne l’economia dopo la pandemia di COVID-19, al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese. Il PNRR fa parte del programma dell’Unione europea noto come Next Generation EU, un fondo da 750 miliardi di euro per la ripresa europea (Recovery Fund). All’Italia sono stati assegnati 194,4 miliardi di cui 71,8 miliardi (il 36,9%) in sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi (il 63,1%) in prestiti.

Il Programma Horizon Europe

Nello stesso anno, l’Unione Europea ha lanciato il programma quadro Horizon Europe, che ha coinvolto anche l’Italia, per incentivare la ricerca e l’innovazione dei paesi membri fino al 2027. La dotazione finanziaria complessiva di 95,5 miliardi lo rende il più vasto programma di ricerca e innovazione transnazionale al mondo.

Nonostante il grande numero di iniziative, il quadro complessivo è solo in parte positivo.

Innovazione in Italia e European Innovation Scoreboard

Nel 2023 L’European Innovation Scoreboard, pubblicato dalla European Commission, ha fornito un’analisi comparativa delle prestazioni in termini di innovazione nei Paese dell’UE e nei Paesi confinanti. L’Italia ha avuto negli ultimi anni una crescita percentuale ben al di sopra di molti degli stati membri dell’UE, tuttavia al 2023 figura ancora come Moderate Innovator.

Le criticità

I punti di criticità sembrano essere molteplici. Secondo il rapporto stilato nel 2022 da Unioncamere in collaborazione con l’ANPAL e il Sistema Informativo Excelsior, nelle imprese del nostro Paese è richiesto in misura maggiore lo sviluppo di nuove competenze digitali per generare impatto positivo nelle imprese tecnologiche.

Purtroppo questa necessità deve confrontarsi con i pessimi numeri in termini di investimenti nella formazione, sia a livello accademico che a livello professionale.

Si osserva infatti come l’Italia sia all’ultimo posto in Europa per lauree nelle discipline ICT (solo l’1,4% a fronte di una media europea stimata attorno al 3,9%) e che soltanto il 15,5% delle aziende investa nella formazione specializzata del proprio personale, a fronte di una media europea del 19,7% e dei valori superiori al 30% del Belgio e dei paesi scandinavi.

Ampliando l’analisi a livello comunitario, secondo un’analisi presentata nel febbraio 2021 dalla Corte dei Conti dell’Unione Europea, l’Italia risulta infatti posizionarsi al quint’ultimo posto in Europa, con oltre la metà della popolazione attiva priva di competenze digitali, sebbene la tendenza sia in leggero aumento rispetto alle rivelazioni passate.

Il dato viene confermato dall’indice Digital Economy and Society Index (DESI) del 2022, che misura il tasso di digitalizzazione nei territori dell’Unione Europea. Nel rapporto si è osservato infatti come, nonostante l’Italia stia guadagnando terreno e stia avanzando a ritmi molto sostenuti per colmare il divario rispetto al resto dei paesi UE attraverso l’attivazione dei propri programmi nazionali, più del 50% dei suoi cittadini non disponga neppure di competenze digitali di base.

A questi fattori si aggiungono i seguenti punti critici:

  • scarsi investimenti su ricerca scientifica e universitaria,
  • ridotto numero di laureati,
  • investimenti stringati in venture capital,
  • poco supporto all’ecosistema delle startup e alla nascita di nuove imprese

Per accrescere il livello di cultura sull’innovazione, l’Italia necessita di intervenire attivamente sulle seguenti direttrici:

  • digitalizzazione: investire in infrastrutture innovative, promuovere l’alfabetizzazione digitale e incoraggiare l’adozione di tecnologie avanzate.
  • Trasferimento tecnologico alle imprese: promuovere nelle aziende l’adozione di nuove tecnologie, creando un ecosistema di supporto che faciliti la collaborazione con università e centri di ricerca.
  • Startup innovative: incentivare la creazione e la crescita di startup con sostegni finanziari, semplificazione delle procedure burocratiche e accesso a percorsi di mentorship.
  • Valorizzazione di idee innovative: promuovere iniziative o percorsi di imprenditoria per aumentare il bacino di idee di sviluppo tecnologico e metodologico.

L’Italia, in generale, detiene un grande potenziale di miglioramento per lo sviluppo dell’innovazione.

Nel 2024, assumendo il ruolo di presidenza della conferenza G7, avrà un ruolo di avanguardia nell’individuare e sviluppare soluzioni innovative, oltre che orientare il dibattito politico sui temi più rilevanti dell’Agenda 2030, e per poter discutere su manovre economiche da attuare su larga scala.

Riferimenti e Approfondimenti

(Articolo di Nicholas Napolitano)

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