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Lavorare in azienda: aumentare l’autodisciplina dei collaboratori

Lavorare in azienda: e se i miei collaboratori non hanno autodisciplina? Come gestire il fenomeno della mancanza di autodisciplina nei collaboratori, alcune indicazioni.

Per chi deve coordinare un team sviluppare l’autodisciplina nei propri collaboratori è fondamentale. La maggior parte dei manager con cui abbiamo lavorato ritiene che l’autodisciplina sia una dote innata (geneticamente ereditata, un’attitudine, una predisposizione naturale…), o ce l’hai, o non ce l’hai. In realtà è qualcosa che si può sviluppare e incrementare.

La necessità di autodisciplina dei collaboratori

Soprattutto, in questo momento, storico di lavoro in remoto, smart, ibrido, in un contesto volatile e imprevedibile… è necessario che i collaboratori siano autonomi e capaci di gestire il proprio lavoro con disciplina e coscienza, affrontando autonomamente gl’imprevisti e sapendo trovare soluzioni in autonomia. Altrimenti i manager si ritroveranno a fare i “cani da guardia” sprecando il loro tempo e raffreddando la relazione con i collaboratori.

Motivazioni e volontà

Prima di entrare nel merito di una strategia, precisiamo che l’autodisciplina è strettamente legata alla motivazione e alla forza di volontà. La prima è la forza motrice che ci aiuta a muoverci, la seconda è la nostra bussola che contribuisce a mantenere costante la rotta.

Quindi, per prima cosa, l’obiettivo deve essere motivante per i tuoi collaboratori. Il problema potrebbe essere in questo aspetto. Parlane con loro e comprendi come percepiscono l’obiettivo. Se sono persone competitive puoi (con leggerezza) buttarla sulla sfida, solleticare la loro competitività. Oppure puoi salire di livello e mostrargli come, i loro obiettivi, contribuiscono al benessere dell’azienda.

Sappiamo razionalmente come, nel bene o nel male, tutti possiamo essere sostituiti… ma evita di sottolinearlo ai tuoi, anzi falli sentire parte importante del gruppo, lavorando sul senso di responsabilità.

Aumentare l’autodisciplina

Come tutti gli apprendimenti, anche quello dell’autodisciplina, è un processo incrementale. Comincia dal piccolo. Non subissare i tuoi collaboratori, ma definisci pochi iniziali obiettivi per poi alzare l’asticella. Lascialo gestire gli imprevisti e i problemi (in relazione con la sua esperienza e le esigenze dell’azienda) e abitualo a riferirsi a te solo come ultima risorsa.

Dai buoni e puntuali feedback per ogni successo e progresso (per quanto ti sembri piccolo e scontato). Reindirizza il comportamento rivedendo il processo insieme a lui, in caso di fallimento. Abituati (e abitualo) a vedere gli errori come informazioni per aggiustare il tiro.

Costruire abitudini utili

Aiutalo a costruire abitudini utili. Un grande impegno che richiede molta autodisciplina può essere scomposto in piccole routine che poi diventeranno comportamenti abituali.
Se lo stimoli a creare routine virtuose ci sarà sempre meno bisogno di controllarlo.

L’autodisciplina è un allenamento, qualcosa che si sviluppa facendolo. Questo è l’atteggiamento mentale che devi passare ai tuoi collaboratori. In questo modo i risultati arriveranno e tu potrai dedicarti serenamente ad altri compiti.

Articolo di: Umberto Maggesi
Senior trainer soft skill Forma Mentis.

(Fonte: Forma Mentis)

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