HomeGeoRilievo da drone ed aereo per la gestione emergenze di Copernicus

Rilievo da drone ed aereo per la gestione emergenze di Copernicus

Il servizio di gestione delle emergenze Copernicus CEMS si arricchisce e migliora la mappatura e la valutazione dei disastri con la componente aerea ed il rilievo da drone ed aereo.

Il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus

Il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus fornisce informazioni geospaziali tempestive e accurate, ottenute da telerilevamento satellitare e integrate da fonti disponibili in situ o open source, a tutti gli operatori che partecipano alla gestione di calamità naturali, situazioni di emergenza provocate dall’uomo e crisi umanitarie.

Il Copernicus EMS presenta due componenti:

  • mappatura;
  • allerta rapida.

La gestione emergenze con il rilievo da drone ed aereo

Uno degli ultimi sviluppi del Servizio di gestione delle emergenze di Copernicus (CEMS) è l’integrazione di una nuova componente aerea, che rappresenta un notevole impulso al suo contributo alla gestione delle catastrofi e alle capacità di risposta alle emergenze. Questo nuovo componente rafforza la gamma esistente di fonti di dati in situ del servizio, cruciali sia per i moduli Risk and Recovery Mapping (RRM) che per quelli Rapid Mapping.

La componente aerea CEMS arricchisce le capacità del servizio per fornire informazioni geospaziali tempestive e accurate per la preparazione, la risposta e il recupero in caso di catastrofe, in tutti gli Stati membri dell’UE, in linea con l’impegno dell’Unione Europea per una migliore gestione delle catastrofi.

Questa innovazione rappresenta un passo avanti nel flusso di lavoro operativo del CEMS, migliorando la precisione tematica e geometrica dei suoi prodotti e ampliandone la portata complessiva e l’efficienza nella gestione delle emergenze.

Il servizio di gestione delle emergenze Copernicus è un elemento essenziale nella strategia di gestione delle catastrofi dell’Unione europea. Due componenti molto importanti del CEMS sono i moduli Risk and Recovery Mapping (RRM) e Rapid Mapping.

Il Risk and Recovery Mapping

RRM è un modulo integrale del CEMS, offerto nel contesto del meccanismo di unificazione dei servizi di protezione civile e del quadro del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction, approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a seguito della Terza Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di catastrofi (WCDRR) del 2015

Sebbene la RRM si concentri principalmente sulle attività di gestione del rischio di catastrofi legate alla preparazione e al recupero, può essere attivata da utenti autorizzati, in genere l’autorità di protezione civile di ciascun paese, attraverso il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della DG ECHO a Bruxelles.

Il Rapid Mapping

Al contrario si pone la Rapid Mapping, che mira alla fornitura immediata di informazioni geospaziali in seguito a disastri. Vari tipi di prodotti vengono resi disponibili in base al livello di urgenza, inclusi i prodotti di base, prima stima, delineazione e classificazione. Questi prodotti vengono realizzati in tempi diversi, a seconda che rientrino nel livello di servizio 1 (SL1) o nel livello di servizio 2 (SL2), dove SL1 è il servizio più veloce, operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Oltre a fare affidamento sui dati Sentinel e sui satelliti commerciali per la mappatura e l’analisi, CEMS integra anche una ricca varietà di dati in situ. Questi dati non spaziali vengono raccolti da sistemi di monitoraggio terrestri, marittimi o aerei, compresa la fotografia aerea, e sono cruciali sia per i moduli Rapid Mapping che per Risk & Recovery Mapping (RRM).

L’importanza dei dati in situ e dei dati aerei

Il valore dei dati in situ è ​​molteplice: aiuta a ridurre i tempi di consegna del prodotto, migliora la precisione tematica e geometrica e si integra perfettamente nei flussi di lavoro operativi delle autorità di gestione delle emergenze. Inoltre, questi dati servono come input per una serie di modelli di rischio, pericolo o vulnerabilità, ampliando così la portata e le capacità del servizio.

Data l’importanza dei dati in situ, CEMS ha adottato misure per rafforzare il proprio repertorio di dati integrando una nuova componente aerea. Questo componente amplia la gamma già diversificata di fonti di dati in situ, arricchendo così ulteriormente sia i prodotti Risk and Recovery Mapping (RRM) che Rapid Mapping.

Questo ampliamento di disponibilità dei dati serve per superare i limiti dei satelliti nella riduzione del rischio di disastri, nella gestione delle emergenze e nel ripristino.

I limiti dei dati satellitari

Sebbene i satelliti Sentinel e Contributing Mission (cioè commerciali) forniscano dati preziosi, non sono esenti da limiti. Uno dei limiti principali è la risoluzione spaziale che, sebbene completa, in alcuni casi non è sufficiente per catturare dettagli più piccoli che potrebbero rivelarsi critici durante le situazioni di emergenza. Ciò può ostacolare l’efficacia degli interventi di soccorso, che richiedono una mappatura estremamente accurata per avere il massimo impatto.

Un’altra preoccupazione è la tempestività dell’acquisizione dei dati. Sebbene i satelliti dotati di sensori ottici siano progettati per frequenti rivisitazioni sulla stessa area geografica, la disponibilità di dati in tempo reale non è garantita, limitando così a volte la loro utilità in scenari disastri in rapida evoluzione. Inoltre, il tempo può porre problemi significativi, soprattutto per quanto riguarda la copertura nuvolosa.

Ciò diventa ancora più difficile in condizioni meteorologiche avverse, quando i dati sono spesso estremamente necessari. Queste limitazioni evidenziano l’importanza di integrare fonti di dati in situ per aumentare le capacità dei satelliti Sentinel nel quadro di servizi come CEMS.

Il superamento dei limiti con la componente aerea dei dati

Nel tentativo di superare le limitazioni inerenti all’uso dei dati satellitari nella riduzione del rischio di catastrofi e nella risposta alle emergenze, il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus (CEMS) ha integrato una componente aerea nei suoi moduli esistenti di Risk and Recovery Mapping e di Rapid Mapping.

Questa nuova dimensione aerea apporta tre distinti vantaggi alla struttura operativa del servizio. Per cominciare, le risorse aeree, tra cui veicoli aerei senza pilota (UAV) e aerei dotati di telecamere di fascia alta, hanno la capacità di catturare immagini a risoluzione più elevata rispetto alle loro controparti satellitari, offrendo una risoluzione spaziale quasi 100 volte superiore.

Questo livello di dettaglio più elevato arricchisce in modo significativo il contenuto dei livelli di dati disponibili sia per RRM che per la mappatura rapida, fornendo un quadro più completo delle zone interessate o a rischio.

In secondo luogo, questa componente aerea è progettata per un dispiegamento rapido, rendendo così possibile la raccolta di dati in tempo reale o quasi. Questa tempestiva fornitura di dati ha un valore inestimabile negli scenari di emergenza, dove ogni momento conta e le rapide valutazioni situazionali possono salvare la vita.

Infine, la componente aerea è meno suscettibile alle interferenze dovute alla copertura nuvolosa che può impedire ai sensori satellitari di ottenere immagini nitide del terreno. Operando sotto lo strato nuvoloso, la componente aerea fornisce un’alternativa affidabile per la raccolta dei dati in condizioni meteorologiche non ideali.

Nel complesso, l’imaging ad alta risoluzione, la velocità di implementazione e la capacità di operare in condizioni meteorologiche sfavorevoli aumentano sinergicamente l’efficacia e la versatilità dei moduli CEMS RRM e Rapid Mapping: uno degli unici compromessi è che la capacità di copertura geografica della componente aerea è più piccola rispetto alle immagini satellitari.

Migliorare la gestione delle catastrofi nell’UE

Da quando è stata introdotta nel 2022, la componente aerea del servizio di gestione delle emergenze di Copernicus (CEMS) è stata impiegata in diverse occasioni per supportare sia i moduli di mappatura rapida che quelli RRM. Esemplare dell’utilizzo di questi dati è stato quello dell’intervento in occasione della frana di Ischia del novembre 2022, dove ha dimostrato pienamente il valore aggiunto della componente aerea.

Questa capacità avanzata di imaging aereo fa parte della più ampia strategia del CEMS volta a migliorare ulteriormente la gestione dei disastri attraverso una mappatura dettagliata, un allarme tempestivo e un monitoraggio. La capacità della componente aerea di fornire immagini ad altissima risoluzione e modelli digitali di superficie gioca un ruolo chiave nel migliorare le valutazioni dell’impatto dei disastri, essenziali in un’era di crescenti rischi naturali dovuti al cambiamento climatico.

I piloti di droni del Copernicus EMS

Attualmente sono oltre 140 i piloti di droni Copernicus EMS attivi nella maggior parte degli Stati membri dell’UE, con 12 paesi in cui è possibile ottenere permessi di volo in 24 ore o meno.

CEMS ha gradualmente potenziato la propria rete di operatori di droni dal lancio della componente aerea e prevede di avere almeno un pilota in ogni Stato membro dell’UE entro la fine del 2023. Ciò amplierà ulteriormente la sua capacità di fornire soccorritori di emergenza e personale locale e locale. autorità regionali con informazioni altamente accurate, migliorando così la loro comprensione delle situazioni di emergenza e migliorando le strategie generali di preparazione alle catastrofi e di recupero.

(Fonte: Copernicus EU)

Leggi anche:

POST CORRELATI DA CATEGORIA

Speciale Startup Easy Italiaspot_img

ULTIMI POST