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Comunicazione efficace: come esordire in un discorso

Comunicazione efficace: come esordire in un discorso. Nella comunicazione quotidiana, compresa quella professionale, ci sono modi di dire, frasi fatte e strutture bell’e pronte che, non sempre aiutano a esordire in maniera utile.

Come ti ho già detto in un precedente articolo: le parole plasmano le strutture cerebrali stimolando il rilascio di neurotrasmettitori specifici, e orientano le azioni.

Insomma, creano la realtà dell’esperienza mentre viene narrata.

Comunicazione efficace

Se in una comunicazione io dico elefante, gatto, tramonto sul mare, induco nella tua mente pensieri e idee legati ai termini che ho detto. Non so precisamente che impatto avranno su di te. Forse mi riferisco a un tramonto sul mare per dare un messaggio di tranquillità… per poi scoprire che odi il mare perché il tuo grande amore dell’adolescenza ti ha lasciato proprio davanti a un tramonto…

Ci sono invece parole che proprio è meglio evitare di pronunciare, appunto perché posso sapere che impatto avranno su di te. Parole che inondano il tuo sangue di cortisolo e noradrenalina, ti faranno ascoltare il resto del messaggio in posizione di vigile difesa.

Vediamo un paio di pessimi esordi:

Ciao, ti disturbo?

Ciao, posso rubarti cinque minuti?

Ecco, a nessuno piace essere disturbato o derubato, nemmeno metaforicamente. Se poi, come me, hai in gran considerazione il tuo tempo non ami certo i disturbatori e i ladri.

“Disturbo” e “rubarti” saranno la lente emotiva con cui il tuo interlocutore ascolterà il resto. Probabilmente non in maniera cosciente, ma lo farà al di là dell’utilità del tuo messaggio.

È possibile fare di meglio? Certo! Ad esempio:

Hai cinque minuti? Voglio condividere una cosa importante con te.

Ecco che in questo modo hai inquadrato il tuo intervento in una cornice temporale accettabile (e poi rispettala!) ciò che devi dire è diventata “una cosa importante” degna, non solo di essere udita, ma anche ascoltata con attenzione.

Puoi spingerti più in là inserendo una cornice di utilità per il tuo interlocutore:

Hai cinque minuti? Voglio condividere una cosa importante con te. Ritengo possa risolvere il nodo centrale per sbloccare il nostro progetto.

Qui, oltre a inquadrare l’intervento ed evidenziarne la sua importanza, spieghi anche come ascoltarti, può essere utile per l’altra persona. Siamo tutti pressati da impegni, scadenze e cose da fare (e anche un po’ egoisti) e drizziamo le orecchie se pensiamo che, ascoltare con attenzione, ci sia utile.

Attento a come presenti il “dono” che stai facendo (se ciò che dici è contestualizzato alla situazione, utile per il tuo interlocutore, magari prodromo per future applicazioni nel progetto in corso… allora è un dono, altrimenti… cosa ci fai davanti a quell’ufficio?) credo sia capitato anche a te di ricevere un regalo accompagnato da frasi tipo:

È solo un regalino.

È una stupidata.

…regal-ino?” “…stupidata?

Perché a me?

Dalla a qualcun altro la tua stupidata! Mi viene da rispondere ogni volta.

I diminutivi… diminuiscono (ma guarda un po’). Magari vuoi solo abbassare l’impatto del tuo intervento, essere meno diretto, ma in realtà stai “vendendo” molto male tutto quello che dirai dopo.

Ho una cosina da dirti, magari è una stupidata…

Ne ho sentiti parecchi di esordi come questo. Secondo te, il cervello del ricevente, come si predispone? Quanta attenzione (cosciente o incosciente) darà alla tua cosina-stupidata.

Mi è venuto in mente uno spunto utile per la discussione che abbiamo avuto ieri. Hai cinque minuti? Ci tengo a condividerlo con te e ascoltare cosa ne pensi.

“spunto utile” è molto meglio di cosina-stupidata, non trovi? Tenerci alla tua opinione è molto meglio che rubarti cinque minuti, non trovi?

Ecco, esordire in una comunicazione efficace è un po’ come vestirsi bene a un colloquio di lavoro, non ti dà il cento per cento di certezza di essere assunto, ma aumenta notevolmente la percentuale di essere ascoltato con attenzione. Poi sta a te fare in modo che il messaggio mantenga le promesse dell’esordio!

Articolo di: Umberto Maggesi
Senior trainer soft skill Forma Mentis.

(Fonte: Forma Mentis)

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