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AI e nuove tecnologie nel settore agrifood: XXXI Convegno SIEA

La transizione digitale, i percorsi sostenibili, l’uso dell’AI, il ruolo chiave dei consorzi, queste sono alcune degli elementi e delle nuove tecnologie che tracceranno la strada delle imprese dell’agrifood in un prossimo futuro. Ciò che è emerso nel XXXI Convegno SIEA (Società Italiana di Economia Agro-alimentare) da poco conclusosi.

Percorsi sostenibili, AI e nuove tecnologie: il futuro dell’agrifood

Organizzato dall’Agrifood Management & Innovation Lab del Dipartimento di Management, Università Ca’ Foscari Venezia ha avuto come tema dell’edizione 2023 la transizione digitale e “verde” del settore agroalimentare, oggi centrale nelle politiche europee e perno degli investimenti legati al PNRR che prevedono per la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” ben 59,46 miliardi e per quella legata a digitale e innovazione altri 40,29 miliardi.

Il XXXI Convegno SIEA

Il convegno si è tenuto il 15 e il 16 giugno scorsi nelle sedi cafoscarine di Ca’ Dolfin e San Giobbe e ha visto l’alternarsi di incontri e dibattiti con 32 ricerche presentate e 111 i partecipanti coinvolti. Una due giorni di confronto importante, quindi, che ha permesso a ricercatori e operatori del settore di discuterne i vari aspetti. Si è parlato molto di tracciabilità di filiera, dell’uso di AI e di droni nell’agricoltura, e più in generale di data capturing devices, decision support software, big data analytics.

Agrifood per le imprese

Sottolineata anche l’importanza del muoversi per le imprese come sistema. La possibilità di intervenire a livello di sistema è agevolata dalle nuove tecnologie a servizio della sostenibilità, che sono maggiormente user friendly. Gli strumenti sono di semplice utilizzo e riducono gli ostacoli all’adozione: ecco quindi che con uno smartphone e un sistema di AI è possibile comprendere in modi e tempi prima inimmaginabili cosa accade nei campi. I cambiamenti sono più culturali che tecnologici e questo implica che c’è bisogno di più tempo, spesso associato al cambiamento generazionale.

Soluzioni innovative

Servono soluzioni innovative e condivise per superare questo momento in cui l’inflazione sta gravando sull’alimentare e in cui il cambiamento climatico colpisce in modo molto forte il settore primario. Siamo però di fronte a spinte contrapposte, se da un lato tutti sono d’accordo sulla creazione di percorsi sostenibili e prodotti sostenibili, va definito e affrontato il problema dei costi e dei prezzi. È etico, ad esempio, che il costo di un packaging sostenibile sia pari al costo del prodotto che contiene? Le istituzioni e la politica dovranno definire le priorità e le direzioni da percorrere.

Le dichiarazioni di Mauracher e Zannol

Christine Mauracher, Direttrice scientifica di Agrifood Management & Innovation Lab e Presidente del Comitato di programma del convegno afferma “a noi spetta il compito di spostare il nostro focus: da osservatori di un mondo complesso, a motori del cambiamento, lavorando a supporto del sistema agroalimentare, per renderlo più competitivo e sostenibile. Bisogna costruire le nostre agende di ricerca sulla base delle problematiche derivanti dagli operatori di mercato e ritornare loro i risultati delle nostre ricerche”.

Anche Alberto Zannol, intervenuto per la Regione del Veneto, ha sottolineato il ruolo importante dei risultati della ricerca per le scelte delle politiche. L’augurio è che il lavoro di ricerca sia trasferibile alle istituzioni.

Alcuni risultati

Uno dei risultati emersi da più voci è la necessità di coinvolgimento di tutti gli stakeholder del sistema agroalimentare. Ci sono molti conflitti di interesse tra gli attori, ma la tecnologia può aiutare a rendere possibile l’impossibile, riducendo l’asimmetria informativa e fornendo dati utili per tutti gli operatori coinvolti aumentando l’efficienza del sistema. Le istituzioni dovrebbero impegnarsi con politiche che supportino e rendano agevole l’accesso ai dati, la condivisione degli stessi e soprattutto la loro legittimazione. I dati sono il nuovo petrolio, quindi una possibile strategia potrebbe essere un’incentivazione monetaria per la diffusione dei dati raccolti dalle aziende dell’agroalimentare.

Le dichiarazioni di Tomich e ulteriori risultati

“Molto spesso si tende a ritenere gli agricoltori come attori del sistema molto conservatori, detrattori della tecnologia e particolarmente avversi al rischio, ma le ricerche ci dicono che non è così” afferma Thomas Tomich, University of California, Davis. A riprova di ciò i risultati evidenziati da Marco Silvestri, agronomy research manager di Barilla, che hanno fatto comprendere il ruolo delle grandi imprese nel rendere più sostenibili intere filiere. Fornendo strumenti tecnologici e supportando chi sta a monte, infatti, è possibile spingere le PMI ad adottare pratiche più attente all’ambiente.

Conclusioni

A conclusioni analoghe si è arrivati durante il dibattito avvenuto durante la tavola rotonda tra le imprese innovative chiamate a raccontare il loro percorsi. Si sottolinea, ad esempio, l’importante ruolo di attori come i consorzi, oltre che a nuove tecnologie come l’AI nel contesto agrifood. Il Consorzio per la doc del Prosecco, ad esempio, sta facendo da collante e guida di una comunità di imprese per la trasformazione sostenibile, supportandole con attività di formazione, contenuti applicativi e assistenza tecnica. Sarebbe difficile agire singolarmente, le dimensioni delle imprese sono troppo ridotte per investire in un cambiamento così dirompente.

(Fonte: Università Ca’ Foscari Venezia)

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