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Leadership e gestione delle persone: è possibile?

Gestione delle persone e leadership: è possibile? Lo scopriamo insieme in questo articolo di Umberto Maggesi, Senior trainer soft skill di Forma Mentis. Buona lettura!

Leadership: la gestione delle persone è possibile?

Il concetto di leadership è legato a quello di “gestione delle persone”. Quando sento
questa equivalenza nasce in me l’immagine di un burattinaio che tira i fili dei collaboratori per muoverli nella direzione (o nelle azioni) desiderata.

Chiariamo un punto: gestire le persone non è possibile. Se per gestione intendiamo fargli fare quello che vogliamo (magari nel modo che più piace a noi) quando vogliamo (concetto che vale per figli, partner, amici…).

Certo, esiste la tecnica del bastone e carota che, nel lungo termine… non funziona.
Usando molto “bastone” creerai collaboratori passivi, reattivi al rischio di essere
“bastonati”, con pochissima iniziativa. Utilizzando la “carota” educherai i collaboratori a chiederne sempre di più, attivandosi esclusivamente in vista di un premio. La costruzione di una mentalità di questo tipo allontanerà il focus dallo spirito di team, dal piacere di fare un buon lavoro, dalla gratificazione personale… e da tutte quelle ottime risorse di un collaboratore realmente motivato.

Pensa, nella tua vita personale e lavorativa. Cosa hanno fatto le persone a cui sei più disposto a dare ascolto? Quelli a cui, se ti chiedono un gravoso impegno o un sacrificio in più, sai già che dirai sì?

Costruire la leadership attraverso le relazioni

Tipicamente hanno creato una buona (se non ottima) relazione con te. Nel tempo,
interazione dopo interazione, hanno saputo conquistare la tua fiducia, integrarti nella loro visione, renderti partecipe dell’idea (progetto, vision…).

Quindi ti consiglio di cambiare atteggiamento mentale. Se uno o più collaboratori non sono allineati con il team, non ascoltano i tuoi feedback o rifiutano la vision che gli proponi, anziché chiederti: “perché non fanno quello che gli dico?” domandati “che tipo di relazione sto costruendo con loro?”

Il consenso è qualcosa che si dà, non si può prendere (un po’ come l’amicizia e l’amore). Certo, sei il capo, e puoi rendergli la vita molto difficile e stargli “con il fiato sul collo”… ma quanto ti costa in termini di energia e tempo? Nonché di “mal di pancia”?

La relazione si costruisce con un’ottima e consapevole comunicazione, con l’ascolto attivo e il reale coinvolgimento del collaboratore. Padroneggiare questi elementi ti permettere di rafforzare la tua autorevolezza e acquisire consenso. Anche se la relazione con i subordinati è asimmetrica, alle persone piace essere trattate da… persone. Piace essere ascoltate e lottano per la squadra se si sentono parte di una relazione che li nutre dal punto di vista emotivo e di crescita.

Forse intorno a te c’è qualcuno che, con quel particolare collaboratore, ha più facilità a relazionarsi (e farsi ascoltare). T’invito a notare le differenze con la relazione che hai costruito tu.
Cosa fa quella persona? (o cosa non fa?)
Come comunica?
Che tipo di feedback dà?

Trovati gli elementi più funzionali cambia il tuo modo di porti, poco alla volta, usa le stesse dinamiche. Probabilmente all’inizio farai fatica (come in tutto ciò che hai imparato) ma i risultati che otterrai saranno preziosi per consolidare il tuo team, rinforzare le relazioni e guadagnare tempo, oltre a dimenticare tanti mal di pancia!

(Articolo di Umberto MaggesiForma Mentis)

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