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Soft skills: apprendimento e coinvolgimento

Apprendimento, entusiasmo, coinvolgimento sono peculiarità fondamentali per un buon sviluppo delle Soft Skills e del proprio profilo professionale. Scopriamo di più in questo articolo di Umberto Maggesi, Forma Mentis.

L’esperimento del MIT

Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (2010), ha posizionato un sensore elettrodermico al polso di uno studente universitario di 19 anni per misurare l’attività elettrica del suo cervello 24 ore al giorno per sette giorni. L’esperimento ha prodotto un risultato inaspettato: l’attività cerebrale dello studente quando frequentava una lezione, era la stessa di quando guardava la televisione; praticamente nulla.

Dimostrando che il modello pedagogico basato su uno studente come recettore passivo non funziona.

Neurodidattica e cooperative learning

La nostra mente ha bisogno di entusiasmo per apprendere. L’entusiasmo si attiva con l’azione. Per questo motivo è importante, durante i corsi di formazione, ideare situazioni che motivino i discenti attraverso l’azione. Il gioco e la competizione sono ottimi trigger per attivarla. La neurodidattica ha inoltre sottolineato come l’aspetto sociale del nostro cervello svolga un ruolo fondamentale nell’apprendimento. La mente impara facendo cose con altre persone.

Il cooperative learning (o peer education) è un valore aggiunto per l’apprendimento e per allenare le capacità sociali. Piccoli gruppi di lavoro autorganizzati dove si potenziano capacità di ragionamento e pensiero critico. L’attenzione sul compito viene tenuta più a lungo. Dal punto di vista psicologico, affrontare le sfide in gruppo pacifica lo stress e aumenta la percezione di autoefficacia e autostima.

Apprendimento delle soft skills

Soprattutto nell’apprendimento delle soft skill l’esperienza è fondamentale. Gestione emotiva, capacità critica e gestione del tempo (per citarne solo tre) non s’imparano con la teoria, ma attraverso una formazione attiva, che coinvolga e faccia “esporre” il discente alle sue aree di miglioramento. Il tutto sotto l’esperta guida del trainer che sa cogliere gli spunti più utili per facilitare l’esperienza in aula e ricondurla a quella professionale.

Per questi motivi (e altri che affronteremo più avanti) il passivo fruire di un corso, magari davanti allo schermo di un PC, non funziona. L’apprendimento astratto di nozioni non coinvolge, rende semplicemente passivo il nostro cervello che assorbe e non elabora, subisce e non sceglie… proprio come davanti alla TV.

Agire, interagire, sperimentare

Agire e sperimentare sono pilastri fondamentali per un apprendimento efficace. Anche quando parliamo di andragogia. Lezioni altamente interattive, che promuovono il lavoro di gruppo e il confronto, condotte da trainer sensibili ai bisogni dei corsisti e capaci di tenere ben presente l’obiettivo del corso, sono certamente da preferire nella tua ricerca di formazione.

L’interazione, inoltre, aiuta ad avere feedback veloci, valutando immediatamente il livello di apprendimento. Consente di calibrare la pedagogia del corso rispetto all’aula e modificare velocemente ciò che non funziona.

La prossima volta che sceglierai un corso, oltre ai contenuti, valuta questi aspetti e decidi in accordo con le più recenti ricerche di neurodidattica.

Articolo di Umberto MaggesiForma Mentis

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