HomeEtica e InnovazioneProblem solving e orientamento alla soluzione in azienda

Problem solving e orientamento alla soluzione in azienda

Un articolo di approfondimento sulla tematica del problem solving a cura di Umberto Maggesi, senior trainer soft skills di Forma Mentis.

Problem solving:
“Collaboratori bloccati sui problemi?”

Spesso ascoltiamo i nostri clienti lamentarsi perché, i collaboratori, hanno la tendenza a bloccarsi davanti a un problema. Molti manager si trovano ingabbiati in lunghi colloqui dove vengono elencati i problemi riscontrati, i cento motivi per cui non si è potuto completare un progetto o perché la scadenza è stata disattesa, i mille contrattempi che hanno impedito.

Questi manager, che vorrebbero collaboratori capaci di risolvere i problemi, stringono i denti e danno istruzioni su come affrontare quel determinato problema o risolvere la momentanea crisi. La soluzione più veloce… tuttavia la meno utile nel lungo periodo.

Fatte salve le peculiarità individuali, adottare una strategia come quella esposta “educa” a un atteggiamento passivo il collaboratore. Avere la soluzione dal capo (anche a fronte di una sgridata o sfogo emotivo) è più semplice che impegnarsi a trovarla.

Non riguarda tanto il collaboratore in sé, ma l’attitudine del cervello umano a impiegare meno energia possibile e reiterare gli schemi che hanno funzionato in passato.

In ogni interazione con i tuoi collaboratori, una buona domanda da farti è: “cosa gli sto insegnando con il mio comportamento?”

Con l’atteggiamento che abbiamo descritto gli stai insegnando che tu puoi dargli la soluzione. Il risultato sarà di avere una lunga fila di collaboratori davanti alla porta che rovesciano problemi, più o meno grandi, più o meno reali, nel tuo ufficio.

Vediamo due strategie utili e semplici che puoi adottare per modificare, nel tempo, la situazione.

Un primo approccio

Per prima cosa nessuna soluzione pronta! Prenditi del tempo per considerare, insieme al collaboratore (o al team), la situazione e domandargli come la vede, quali soluzioni adotterebbe. Fallo riflettere su eventi analoghi passati, sui pro e contro delle varie strategie. Lasciagli spazio per esporre le sue idee. Usa molti feedback positivi premiando l’atteggiamento propositivo. Accetta ciò che ritieni utile e prenditi il tempo di spiegare perché determinate proposte non possono essere prese in considerazione. In sostanza usa quello che viene definito stile di leadership di coaching. In questo modo rinforzi la relazione e lo conduci a una mentalità più attenta alle soluzioni. Poco alla volta lo condurrai a presentarsi con già un’idea di soluzione che ha elaborato in autonomia (o insieme al team senza necessariamente coinvolgerti) per discutere eventualmente i dettagli insieme a te.

Un’altra strategia

La seconda strategia riguarda le riunioni. Certamente stilerete un ordine del giorno che viene consegnato a tutti i partecipanti in anticipo. Abitua i tuoi collaboratori a presentarsi con una proposta di soluzione per ogni punto dell’ordine del giorno. Abitua ogni membro del tuo team a iniziare con le proposte prima della discussione (fissando un tempo massimo di esposizione) su ogni punto. Forse non tutte le soluzioni saranno brillantissime, ma va bene così. Di una proposta non particolarmente brillante si potrebbe adottarne una parte; un’idea “così così” può essere trasformata in un’idea vincente con qualche cambiamento. Il valore aggiunto di questa strategia è che, i tuoi collaboratori, si aspetteranno lo sharing di proposte e si alleneranno a trovare idee e soluzioni.

Inizialmente ci vorrà un impegno di tempo da parte tua, ma con costanza e il giusto atteggiamento, trovare soluzioni diventerà abituale per i tuoi, regalandoti molto tempo per le tue attività principali.

Info utili

Questo articolo sulla tematica del problem solving è a cura di Umberto Maggesi – Senior trainer soft skill Forma Mentis.

Leggi anche:

POST CORRELATI DA CATEGORIA

maggio, 2024

Speciale Startup Easy Italiaspot_img

ULTIMI POST