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Dati geografici nella filiera del delivery: carenze e opportunità

Dati geografici nel settore delivery: quello dell’e-commerce è un mercato che sta concentrando in questi ultimi anni molti degli sforzi delle aziende e startup innovative.

Affinché nuove idee e nuovi servizi possano incastonarsi nella logistica della vendita, del pagamento, della preparazione, della consegna, del trasporto merce, del luogo identificato per il ritiro, oltre che del viaggio della merce stessa, dalla conservazione, alla puntualità della consegna ai fini di contenere i costi per chi vende e di conseguenza per chi acquista consegnando in sicurezza e con puntualità al consumatore finale quanto acquistato.

È un mercato importante quello delle vendite di prodotti on-line, che oggi si aggira intorno ai 48,00 miliardi di euro e che, nonostante abbia avuto un leggero rallentamento nel 2022, continua inesorabile la sua crescita (+8% nel 2022, rispetto al +18% nel 2021).

Last Mile Delivery. È solo una questione di filiera?

Da una prima analisi dei dati rilevati da chi studia i costumi dei consumatori e i gesti dell’acquistare sembra che la portineria o un punto di ritiro certo e di fiducia, incentivi l’acquisto delle merci on-line facendo aumentare anche il valore della merce stessa che viene acquistata.

Sicurezza e puntualità sono quindi elementi essenziali affinché il consumatore si senta sereno nell’acquisto e incentivato all’esperienza on-line. Ogni utente diventa un punto di riferimento fatto di mille esigenze e soprattutto bisognoso di una personalizzazione sempre più mirata verso il singolo.

E se le mille innovazioni e idee sull’ottimizzazione della filiera ha portato grandi cambiamenti nelle modalità di consegna o di pagamento, il focus oggi sul quale si sofferma il mondo intero dell’e-commerce per trovare soluzioni adeguate, si può riassume in tre parole Last mile delivery (detta anche ‘The Door of the customer’).

Geodata per il monitoraggio dell' e-commerce

Il termine si riferisce all’ultima parte della consegna e al passaggio di merce o prodotto dalla ‘mani’ del trasportatore a quello del cliente. 

È il momento più delicato della filiera, per non dire complesso. Un prodotto danneggiato è un costo in più. Un prodotto non consegnato è un costo in più. Un doppio o triplo passaggio moltiplica in modo esponenziale i costi di consegna e per riflesso quelli della filiera. L’errore si innesca a discapito della sostenibilità del sevizio dato al cliente finale, ma non solo: la mancata o ritardata consegna danneggia l’immagine del prodotto e di conseguenza il brand in modo irreversibile. 

Questo nuovo business ha incentivato lo sviluppo di tante idee e opportunità operative attraverso aziende e startup che si sono dedicate alla progettazione di packaging specifici per le consegne.

Altre progettano app in grado di seguire il prodotto nel suo viaggio, compreso il suo itinerario, o che facilitano i pagamenti aumentando la serenità del consumatore.
Altre ancora studiano l’ottimizzazione delle filiere e dei passaggi della consegna, analizzandone tutti i processi e progettando nuove soluzioni al fine di prevenire le disfunzionalità oggettive, compreso lo studio di camioncini con guida autonoma per le consegne a domicilio. 

E in questo clima di novità nel delivery, il mondo dei dati geografici come si comporta?

Sicuramente l’utilizzo dei big data permette di apportare modifiche e migliorie dedicate a tutta la fase logistica. Dal percorso, al traffico, all’analisi degli ostacoli e delle ore di punta, la miglior via, ogni elemento analizzato e rilevato, ogni ostacolo, diventa essenziale per un percorso programmato liscio e senza intoppi.

Gli strumenti per analizzare questi dati geografici nell’ambito del delivery oggi sono molteplici, e offerti da servizi on demand in grado di soddisfare molte richieste. L’individuazione della cosiddetta Door of the customer diventa il punto di riflessione più importante oggi anche sotto l’aspetto geografico, e in Italia forse ancora di più che in altri paesi. 

La situazione in Italia

L’Italia contempla quasi 24 milioni di numeri civici e la morfologia del territorio unita alla sua stratificazione urbanistico/architettonica sviluppatasi nel tempo, mescolata al numero elevato di popolazione per mq e una forte territorialità imbrigliata da ogni sviluppo urbanistico, ha portato a una complessità dell’abitato che difficilmente può essere standardizzata.

A questo si aggiunge una carenza di aggiornamenti puntuali e precisi dei dati geografici che gli stessi comuni italiani faticano a portare a termine o anche solo a organizzare, per via di mancate risorse messe a disposizione per questo tipo di opere.

Le carenze di aggiornamento inoltre di alcune mappe che utilizziamo normalmente sui nostri device non permettono di trovare facili soluzioni a questo problema.
Difficile, però, pensare di adattarsi a dati geografici approssimativi nel voler strutturare percorsi studiati, ragionati e architettati fin nei minimi dettagli.

Girando il territorio italiano in lungo e in largo con tutti i mezzi, StudioSit SA si è resa conto di quanto la rilevazione di dati certi e puntuali è sempre più funzionale (o potrebbe esserlo) a vari livelli e per diversi settori, non ultimo quello della consegna a domicilio.

Il pullulare di cartelli esposti fuori dalle porte delle case che invitano i corrieri a “girare l’angolo” o a rivolgersi alla porta successiva a quella del cartello stesso, o a trovare il civico in un “altrove”, suggeriscono che il fenomeno è molto più esteso di quanto pensiamo.

esempio di carenza nella topografia italiana

Se aggiungiamo poi la consegna di cibi pronti o freschi (un altro mercato che cresce su altre scale di business e che richiede tempi ancora più veloci e certi) l’evidenza di predisporre servizi geografici puntuali che georeferenzino in modo inequivocabile i luoghi del ritiro o l’accesso puntuale alle abitazioni fino a raggiungere ‘la porta del cliente’ si fa sempre più urgente.

(Fonte: StudioSit SA)

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