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Ripensare la comunicazione museale dopo il Covid 19

Un ciclo di incontri, al Museo “Cjase Cocèl”, dal titolo: “Ripensare la comunicazione museale dopo il Covid 19“, a partire dal 27 novembre (link per l’iscrizione in calce all’articolo).

Sin dalla sua nascita più di 25 anni fa, il Museo della vita contadina “Cjase Cocèl”, ha tra le sue prerogative fondamentali la salvaguardia, la conoscenza e la diffusione dei valori che testimoniano lo sviluppo del lavoro contadino e artigiano locale. Una particolare attenzione è stata sempre data alle nuove generazioni ed agli istituti scolastici del territorio attraverso percorsi mirati ed un dialogo costruttivo con i docenti.
Nel 2005 ha avuto luogo a “Cjase Cocèl” il primo convegno sulla didattica museale nato dal bisogno degli operatori del museo di una continua verifica della propria attività e dalla necessità di un arricchimento attraverso il confronto con altre realtà museali. A questo Convegno (“A scuola nel museo- esperienze di didattica museale a Cjase Cocèl”) ne sono succeduti altri quattro con interventi di docenti universitari, responsabili di realtà museali italiane come il Museo degli Usi e Costumi della gente trentina, il Museo Ettore Guatelli o il Museo Etnografico dell’ Istria.

Il Covid 19 ha segnato un punto di svolta nel campo della didattica con la proclamazione di un lungo lockdown che ha interrotto le attività educative a partire dall’infanzia. Ci siamo preoccupati dei ragazzi ma non occupati di loro. È necessario costruire una nuova cittadinanza che cominci a costruire quel senso di comunità che abbiamo perduto.

Come sono cambiate le nuove generazioni? Come è cambiato il loro modo di comunicare?

Il Museo sta vivendo un nuovo punto di svolta, sono cambiate le generazioni, il mondo della scuola ed è necessario riflettere sui cambiamenti che si stanno compiendo. Il ciclo di incontri “Ripensare la comunicazione museale ai tempi del Covid 19” vuole affermare il Museo Cjase Cocèl come punto di ricerca, confronto e didattico nel panorama museale anche al di fuori della Regione Friuli Venezia Giulia con il coinvolgimento di altre prestigiose realtà culturali italiane. Per questo, il Museo della vita contadina in collaborazione con l’ Erpac – Ente Regionale Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia, l’ Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalîr”, l’Istituto Comprensivo di Pagnacco- Martignacco ed il gruppo di ricerca interdisciplinare sul ruolo delle emozioni nella progettazione dei musei del 21° secolo – Musei Emotivi ha predisposto un ciclo di tre appuntamenti, fruibili anche a distanza, per avviare un processo di ricerca, confronto e studio sulla tematica della comunicazione museale.

Inaugura il ciclo di incontri, il primo appuntamento della mattinata di sabato 27 novembre a Fagagna, partendo dalla domanda “Musei e nuove generazioni come comunicare?”. Cosa possono trasmettere ancora i musei alle nuove generazioni?

Nel cercare di rispondere a queste domande interverranno: Pamela Pielich (conservatrice del MEF) con “Ragazze e ragazzi al Museo: nuove prospettive inclusive di fruizione attiva”, Alberto Del Bimbo – Lorenzo Greppi- Paolo Mazzanti- Claudio Rosati del gruppo di ricerca interdisciplinare Musei Emotivi “Emozione, coinvolgimento e partecipazione: l’esperienza ed il metodo transdisciplinare MuseiEmotivi” ed infine il professore di storia dell’ arte Michele Dantini chiuderà la mattinata dei lavori rispondendo ai quesiti che gli saranno posti.

Per partecipare alla giornata è necessario iscriversi tramite questo link.

(Fonte: Museo della vita contadina “Cjase Cocèl”)

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