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Agricoltura di precisione: contributo del CREA tra ricerca e innovazione tecnologica

«Produrre di più con meno è l’ossimoro che è già, e diventerà sempre di più, un mantra
dell’agricoltura di precisione e della cerealicoltura mondiale e nazionale nei prossimi anni. Coniugare, quindi, la sostenibilità ambientale con la competitività per le aziende è una sfida per il futuro della filiera del grano duro italiano, che può essere sostenuta attraverso lo studio e l’applicazione delle nuove tecnologie, della genetica e di tecniche agronomiche innovative in grado di garantire un’alta produttività e un basso impatto ambientale».

Lo ha affermato Nicola Pecchioni, Direttore del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Cerealicoltura e Colture Industriali, in occasione dei Durum Days, evento di riferimento nazionale dedicato alla filiera grano duro-pasta, da sempre un momento di confronto fra il mondo produttivo e quello della ricerca, per fare il punto sullo stato dell’arte e sugli obiettivi futuri, in corso 18 maggio.
L’intensificazione sostenibile delle produzioni, come evidenziato nell’intervento del CREA,
è frutto di soluzioni interdisciplinari, basate sull’utilizzo di nuove tecnologie legate
all’agricoltura di precisione (modelli di simulazione e l’integrazione dei sistemi di supporto
alle decisioni) in grado di fornire risposte puntuali, adattando le pratiche agronomiche alla
variabilità delle caratteristiche ambientali.

Tutto ciò permette di ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione agricola, conservando elevati standard qualità e  favorendo una agricoltura sempre più verde. Un altro elemento essenziale per la crescita sostenibile delle rese è la ricerca genetica applicata alla selezione varietale, che consente di identificare geni di interesse agronomico e di modulare la loro espressione, anche attraverso l’utilizzo delle biotecnologie di ultima generazione, o TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita).

In tal modo vengono velocizzati significativamente processi, che comunque avverrebbero in modo naturale, sviluppando varietà sicure da un punto di vista della tutela ambientale e della biodiversità, ma soprattutto più resistenti a malattie e condizioni climatiche avverse. Infine, lo sviluppo di altre innovazioni tecnologiche, quali la caratterizzazione digitale ad alta processività delle piante estesa a tutte le loro componenti incluse le radici, unita alle conoscenze genetiche, costituisce un altro valido strumento per disegnare il grano del futuro.

(Fonte: crea.gov.it )

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